Myanmar: proteste e morti in tutto il Paese. Appello dei vescovi,

Myanmar: proteste e morti in tutto il Paese. Appello dei vescovi,
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difesapopolo.it ESTERI

Appello dei vescovi, “la violenza deve cessare.

“Le scene strazianti di giovani che muoiono per le strade feriscono la coscienza della nazione”, scrivono i vescovi.

Il sangue versato ferisce la coscienza della nazione”. È quanto scrivono in una Dichiarazione tutti i vescovi del Myanmar.

Che questa nazione si alzi per essere un nuovo Myanmar di pace e prosperità per tutti

I vescovi concludono il loro appello unendosi alle parole di pace lanciate nei giorni scorsi dai monaci “Ma Ha Na”. (difesapopolo.it)

Su altri giornali

- ROMA, 22 FEB - Sono diventati centinaia di migliaia i manifestanti scesi oggi in piazza in Birmania, in quella che la Bbc definisce una delle più grandi marce recenti contro il golpe militare, sfidando la minaccia dei militari ai dimostranti che avrebbero "rischiato la vita". (Tiscali.it)

Se questo non avverrà, avverte Raab, «considereremo ulteriori azioni, con i nostri partner internazionali, contro coloro che schiacciano la democrazia e soffocano il dissenso, con violazioni dei diritti umani e abusi». (Ticinonline)

«Confermiamo che la morte» della giovane «è avvenuta alle 11», ha riferito un medico dell’ospedale nel quale era ricoverata aggiungendo che il suo corpo è stato già portato all’istituto di medicina legale per l’autopsia. (Corriere del Ticino)

Birmania, morta la ragazza colpita dalla polizia durante le proteste

Migliaia in strada nell'ex capitale contro il colpo di stato. Migliaia di manifestanti si sono riuniti nella più grande città del Myanmar, l’ex capitale Yangon, per protestare contro il regime militare nonostante questo abbia minacciato il possibile uso della forza per fermare le contestazioni (LaPresse)

Questa domenica il noto servizio di social networking ha rimosso definitivamente la pagina principale delle forze armate. Questa domenica Facebook ha rimosso ufficialmente l’account principale delle forze armate del Myanmar a causa di istigazione alla violenza. (Yeslife)

La giunta militare ha risposto al movimento di disobbedienza civile dispiegando i soldati nelle strade, interrompendo la notte Internet e con varie leggi che limitano i diritti dei cittadini Il «giallo» dell’arma: a sparare sarebbe stata una mitraglietta Uzi, che non è in dotazione all’esercito né alla polizia. (La Stampa)

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