Mahmood: dal ghetto all’Olimpo

Mahmood: dal ghetto all’Olimpo
Il Fatto Quotidiano CULTURA E SPETTACOLO

Nel senso del video-spoiler di Tre Piani, il film che Moretti porterà sulla Croisette.

Mahmood, è pronto per Cannes?

In che senso?

Nanni vi si cimenta in una straniante citazione di Soldi… Sono molto orgoglioso e onorato che un regista del suo calibro abbia menzionato me e la mia canzone.

Sapeva della trovata?

(Il Fatto Quotidiano)

Ne parlano anche altri media

Mahmood racconta di come si è dovuto ingegnare per superare le difficoltà artistiche dell'ultimo periodo: "Da quando è iniziata la quarantena ho scritto poco, chiuso in casa faccio molta fatica. "Ci ho lavorato due anni e mezzo - racconta Mahmood in un'intervista a Tgcom 24 -. (Corriere dello Sport.it)

Una via di mezzo per dire che nessuno è immortale e che nessuno è un semplice umano. Avido di sonorità disparate, Mahmood, al secolo Alessandro Mahmoud, (madre italiana e padre egiziano), pubblica oggi “Ghettolimpo”. (leggo.it)

Ghettolimpo è una via di mezzo tra una cosa molto alta, l'Olimpo, e una cosa molto bassa che è il ghetto. Sono cose un po' strane, ora però dopo un anno chiusi in casa è tutto tornato alla normalità, meno male (Music Fanpage)

Mahmood, oltre Narciso: «Ghettolimpo è l'album che spiega chi sono stato e chi sono ora. Né immortale, né semplice umano»

Nella dolce e commuovente «T’amo» c’è invece la Sardegna di mamma con le cornamuse, un coro di Orosei e una parte della tradizionale «Non potho reposare»: «Per la prima volta mamma ha pianto per una mia canzone «Dopo Sanremo mi ha spaventato vedere come mi guardavano mia mamma e i miei amici quando tornavo a casa. (Corriere della Sera)

Nel suo Ghettolimpo – il titolo del disco da oggi nei negozi fisici e virtuali – non troviamo personaggi onnipotenti appartenenti a un luogo irraggiungibile, ma semplici persone che cercano di dare un senso alla propria vita. (Il Manifesto)

È questa la parola spuntata sulla bocca dei fan di Mahmood all’uscita del tanto atteso album Ghettolimpo. Anticipato dal singolo Inuyasha e da Zero, un pezzo che fa parte della colonna sonora dell’omonima serie Netflix di cui Mahmoood ha curato anche un episodio, il titolo scelto per l’opera ha una storia: «Quando ho iniziato a lavorare al disco - dice l’artista dal suo studio di registrazione - mi sono ricordato di un’enciclopedia che leggevo da bambino sulle storie degli dei dell’Olimpo: ne ero affascinato. (La Stampa)

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