Denise Cosco: chi è la figlia di Lea Garofalo, vittima di ‘ndrangheta

Denise Cosco: chi è la figlia di Lea Garofalo, vittima di ‘ndrangheta
Ck12 Giornale CULTURA E SPETTACOLO

Durante il programma di protezione Lea Garofalo venne trasferita insieme alla figlia Denise, a Campobasso.

Lea Garofalo è stata una collaboratrice di giustizia e vittima della ‘Ndrangheta, torturata e bruciata da suo marito e il fratello.

Grazie alle parole di Lea Garofalo sono i carabinieri di Milano svolgono un blitz e arrestano Floriano Garofalo, fratello di Lea, boss della città di Petilia Policastro (Ck12 Giornale)

Ne parlano anche altre testate

Lea: trama. Ad interpretare la coraggiosa donna sarà Vanessa Scalera, famosa attrice italiana, divenuta popolare dopo il ruolo di Imma Tataranni nella serie tv che porta lo stesso nome. Lea Garofalo: la storia vera. (Amalfi Notizie)

Reazioni. Nesci: "Esempio di amore per la legalità". "Dodici anni fa scompariva Lea Garofalo, testimone di giustizia che pagò con la vita il suo desiderio di libertà dalla 'Ndrangheta. Magorno: "Suo coraggio è erdità preziosa". (Il Lametino)

“La drammatica vicenda di Lea Garofalo – aggiunge – ci impone una riflessione sull’impegno che lo Stato deve garantire a tutela di chi sceglie la legalità. “Dodici anni fa scompariva Lea Garofalo, testimone di giustizia che pagò con la vita il suo desiderio di libertà dalla ‘Ndrangheta. (Approdo Calabria)

Lea Garofalo, una fiaccolata per ricordare la donna uccisa dalla mafia

Ma Lea, per dare a sua figlia Denise un futuro di libertà, lancia una sfida inaccettabile alle regole criminali. Tempo di lettura 3 Minuti. VANESSA Scalera lascia i panni di Imma Tataranni per indossare quelli di Lea Garofalo, e questa sera, martedì 23 novembre, alle 21.25 su Rai1, sarà protagonista del film tv di Mario Tullio Giordana “Lea”. (Quotidiano del Sud)

A distanza di dodici anni, la sua eredità continua a essere un monito per le istituzioni e un esempio per tante donne che trovano la forza di ribellarsi e liberarsi dall’oppressione mafiosa. Advertisement. (Corriere di Lamezia)

E Milano, la città che Lea scelse fuggendo dalla Calabria, ha il dovere di ricordare chi è stata vittima due volte: della mafia e della violenza contro le donne. (Radio Lombardia)

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