Quirinale: cosa succede dopo il passo indietro di Berlusconi e i nomi dei possibili candidati

Today.it INTERNO

Ignazio La Russa ha detto che nel corso del vertice non si è "è minimamente discusso" della candidatura di Draghi.

Nella nota letta dalla senatrice Ronzulli nel corso della riunione, Berlusconi ha auspicato "che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura".

Malgrado il "no" del Cavaliere il suo nome resta in lizza

Ma l'impressione è che il passo indietro di Berlusconi non sia servito a colmare la distanza tra i partiti. (Today.it)

Su altre fonti

I Parlamentari diano ascolto al grido. d’allarme del Popolo della Famiglia e di Amnesty International e scelgano un Presidente. che sappia finalmente riportare l’unità nel nostro Paese Nella nostra Isola stiamo assistendo a situazioni incresciose che dovrebbero appartenere a tutto tranne che a uno Stato civile. (Sardegna Reporter)

Il centrodestra "non è maggioranza e non ha quindi diritto di prelazione sul Quirinale, lo abbiamo detto fin dall'inizio", afferma invece Enrico Letta. Letta: "Accordo su nome condiviso". (Il Giornale d'Italia)

Decide di disertare quel vertice già saltato, poi convocato di fronte all’irritazione e alle pressioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, e ancora slittato di nuovo per ore. Ma lo scontro non si limita al destino di Draghi, ma coinvolge anche il tema della durata dell’esecutivo. (Il Fatto Quotidiano)

Quirinale, alla fine la rinuncia del Cav. "Berlusconi rende un grande servizio all’Italia e al Centrodestra, che ora avrà l’onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra” dice Salvini (Adnkronos)

Dal Vhs a Zoom, non poteva finire così. «Avrei i numeri, ma…» è probabilmente l’ultima gigantesca bugia del Cavaliere destinata ad avere qualche peso politico (Il Manifesto)

La rinuncia a candidarsi come presidente della repubblica italiana Silvio Berlusconi l'ha dichiarata in un comunicato letto in teleconferenza dalla fedelissina Ronzulli. Al vertice di sabato pomeriggio nessun nome: erano troppi i microfoni aperti e i collegamenti sparsi in uffici di mezza Italia, Toti a Genova, Brugnaro a Venezia. (Euronews Italiano)

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