Una "brexit" polacca in vista? In 100mila in piazza a favore dell'Ue

Una brexit polacca in vista? In 100mila in piazza a favore dell'Ue
Ticinonline ESTERI

Tra bandiere, slogan e cori, il grido unico è il solo: «Noi restiamo nell'Unione europea!».

Dure in particolare le parole del sottosegretario francese agli Affari europei: «È un attacco contro l'Ue», ha affermato.

iù di 100mila polacchi sono scesi ieri in piazza a Varsavia e in altre città a sostegno dell'appartenenza del proprio Paese all'Unione europea.

Sono arrivate però anche voci a favore della sentenza polacca, ad esempio il premier ungherese Viktor Orban, che ha dichiarato come «il diritto nazionale deve prevalere su quello dell'Unione europea», citando una «cattiva prassi» messa in atto dalle istituzioni europee

Poco dopo, ha annunciato il lancio di «un'analisi approfondita e veloce» della decisione, per definire i prossimi passi. (Ticinonline)

Se ne è parlato anche su altri giornali

La Corte di giustizia Ue, cui aveva fatto ricorso la Commissione europea, con una sentenza del 15 luglio u.s. In realtà, non è la prima volta che si apre un conflitto tra Corte di giustizia Ue e Corti costituzionali nazionali. (Il Riformista)

Al di là dei simboli e dei risvolti storici, che non sono irrilevanti, il problema sicuramente esiste. La dichiarazione di Ursula von der Leyen è importante perché affida alla parola «diritti» un significato complessivo. (Corriere della Sera)

In Francia, sei mesi prima delle elezioni presidenziali, Marine Le Pen ha dato il suo “sostegno” alla Polonia. Dal 1957, la costruzione europea si basa sul principio del primato del diritto europeo, il cui ordine giuridico comunitario è stato riconosciuto dalla Corte di giustizia nel 1963 e 1964. (L'HuffPost)

POLONIA vs UE/ 'Così la Corte di giustizia farà valere il realismo di Schuman'

Ma questa volta lo strappo, anche se c'è stato, non sembra poter sfociare in un distacco totale tra la Polonia e l'Unione europea. L'atmosfera è diventata elettrica dopo che una sentenza senza precedenti dell'Alta Corte polacca ha sancito il primato delle leggi polacche su quelle comunitarie. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Le reazioni non sono tardate ad arrivare: la Polonia e l’Ungheria hanno immediatamente ricevuto l’avviso del congelamento dei fondi del Recovery fund. Una mossa decisa ma necessaria, come spiega la stessa Varga in quanto “alcuni Stati hanno insistito strenuamente affinché gli attivisti Lgbt fossero ammessi nelle nostre scuole”. (provitaefamiglia.it)

Se lo Stato decidesse di non rispettare quanto stabilito dal diritto europeo sarebbe lecito chiedersi: che ci sta a fare quello Stato nell’Unione? Tutti gli Stati, Polonia compresa, firmando il Trattato istitutivo della Ue, hanno attribuito alla Corte di giustizia la competenza esclusiva, centralizzata e vincolante dell’interpretazione dei Trattati. (Il Sussidiario.net)

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