Quirinale, Berlusconi pronto al passo indietro «se non ci sono i voti»

Quirinale, Berlusconi pronto al passo indietro «se non ci sono i voti»
Corriere della Calabria INTERNO

Per la prima volta, Berlusconi ha fatto mettere nero su bianco che l’eventuale sua candidatura non è un capriccio ma una richiesta degli alleati.

È troppo presto per capire quanto la sua intenzione di ritirarsi eventualmente dalla corsa sia reale o quanto sia tattica.

La novità però è che, specifica uno dei big del centrodestra, ieri «finalmente Berlusconi è parso meno irragionevole».

La preoccupazione è che, una volta fallito il tentativo di Berlusconi, sia difficile riprendere la strada del dialogo con le altre forze in Parlamento

Tanto che, incassato il sostegno dichiarato degli alleati, avrebbe concluso: «Sappiate che se mi renderò conto che i voti non ci sono, sono pronto al passo indietro». (Corriere della Calabria)

Ne parlano anche altri media

Perché, come ha spiegato ieri Open, ci saranno anche franchi tiratori nel centrodestra a mettere in pericolo il conto totale. Il lodo Letta. Intanto ieri le agenzie di stampa hanno raccontato che Gianni Letta si è presentato a Palazzo Chigi. (Open)

Tutto secondo le previsioni nel campo del centrodestra. Era interesse comune - del vecchio fondatore come della nuova generazione che lo incalza - dare via libera alla candidatura e stare a vedere cosa succederà in Parlamento. (La Repubblica)

Secondo altri giuristi, l’elezione si concreta solo con il giuramento dell’eletto avanti il collegio di elezione, senza i rappresentanti regionali. Berlusconi ha dichiarato - come sempre indirettamente - l’abbandono immediato del governo da parte dei forzisti, ove venga eletto Draghi. (Cuneocronaca.it)

Quirinale, la candidatura di Berlusconi infuria Fratoianni: “È indecente”

Non è un refuso: “spirito Sassoli”, non “di” Sassoli. «Perché ora serve lo spirito Sassoli» (“Stampa”, 14/1) è il titolo del commento di Francesca Schianchi. (Avvenire)

Magari insospettisce che a dirlo sia un leader indicato sul punto di lasciare la coalizione per arginare la competizione a destra. La sua operazione scardina l’idea di un capo dello Stato deciso da una maggioranza che va oltre gli schieramenti: almeno come aspirazione. (Corriere della Sera)

Fratoianni consiglia di sottovalutare la candidatura di Berlusconi al Quirinale. La sua posizione non è cambiata nemmeno di una virgola, tanto è vero che l’ha riproposta durante un’intervista a Rainews24. (Notizie.it )

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