Covid, i parchi che ricordano le vittime: ulivi, meli e fiori per non dimenticare

Covid, i parchi che ricordano le vittime: ulivi, meli e fiori per non dimenticare
Corriere della Sera INTERNO

Questo ulivo ne sia per sempre memoria viva soprattutto per coloro che non hanno potuto abbracciare i propri cari nell’ultima ora”

La stele, realizzata in pietra di Trani, riporta questa iscrizione: “La città di Monza ricorda i suoi concittadini vittime del Coronavirus, la pandemia che ha colpito il nostro paese nell’anno 2020.

na stele e un ulivo all’ingresso del cimitero di Monza ricordano le 357 vittime del Coronavirus decedute in città il 14 dicembre 2020. (Corriere della Sera)

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L'effetto è immediato: un'unica larga mano sembra chiudere in pochi minuti ogni spiraglio di vita per le strade. La banca vicino al palazzo dove vive il 'paziente 1' viene chiusa "a scopo precauzionale". (AGI - Agenzia Italia)

Chiuso il capitolo della fiducia a Draghi, altro tema divisivo sono le sette commissioni di indirizzo, vigilanza e controllo. Alla fine, grazie a un accordo tra tutte le forze politiche, D'Alema rimase presidente e la Lega mantenne la carica di segretario del Comitato (Yahoo Notizie)

21 FEBBRAIO 2020. Era «Venerdì gnocolar», il 21 febbraio 2020: Verona era in maschera, a seguire la sfilata dei carri. Quel giorno infatti morì un uomo a Vo' Euganeo, il primo in Italia per Covid-19 (L'Arena)

Codogno, un anno dopo: quando il Covid si prese l'Italia - Il reportage

A Codogno, il punto zero dell'epidemia in Italia, è stata inaugurata una targa in memoria dei medici e degli odontoiatri europei scomparsi per Covid-19. Questo piccolo comune lombardo, pochi km a sud di Milano, pochi giorni dopo, veniva dichiarato zona rossa. (Euronews Italiano)

Verso i dottori che mi hanno salvato ho un debito di riconoscenza enorme, ma io ora voglio solo dimenticare". A parlare così in un'intervista al Corriere della Sera Mattia Maestri, il paziente 1 di Codogno. (Corriere dello Sport.it)

Ancora è incredulo Giorgio Milesi, infermiere, coordinatore della terapia intensiva dell'ospedale civico di Codogno, quando ripensa al momento in cui prese in mano il referto del tampone di Mattia, il paziente 1, e lesse 'positivo al sars covid 19': "da quel giorno cambiò tutto". (La Stampa)

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