Pensioni, via dal lavoro a 63 anni ma l'assegno è "mini": cosa cambia nel 2022

Pensioni, via dal lavoro a 63 anni ma l'assegno è mini: cosa cambia nel 2022
Today.it INTERNO

Il secondo pezzo è invece la quota retributiva, parametrata agli ultimi stipendi: arriverà a 67 anni.

Al contrario, una Quota 41 per tutti (lasciare il lavoro con 41 anni di contributi a prescindere dall'età) costerebbe nel 2022 4,3 miliardi per poi crescere e toccare nel 2029 oltre 9 miliardi l'anno.

Il primo pezzo corrisponde alla quota contributiva, e allo Stato non costa niente: il lavoratore la incassa subito in base ai contributi versati. (Today.it)

La notizia riportata su altre testate

Per l'assegno completo, con la quota retributiva, bisognerebbe invece aspettare i 67 anni.L'uscita anticipata riguarderebbe chi ha accumulato 20 anni di contributi e ha una quota di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l'assegno sociale. (Rai News)

Cifre «decisamente sovrastimate», ha chiosato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli «Costerebbe dai 4,33 miliardi agli oltre 9 miliardi l'anno», ha sottolineato. (ilGiornale.it)

Lo sottolinea il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera spiegando che questa ipotesi sarebbe “sostenibile” dal punto di vista finanziario con un aggravio di circa 2,5 miliardi per i primi tre anni e risparmi a partire dal 2028. (Il Fatto Vesuviano)

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Relativamente al patrimonio immobiliare, invece, il nucleo del richiedente non può superare i 30.000 euro, ad eccezione della casa di abitazione. Anche senza contributi l’INPS paga pensioni fino a 780 euro per 18 mesi con rinnovo. (Proiezioni di Borsa)

Per le pensioni le risorse nella legge di Bilancio dovrebbero essere impegnate in parte per la rivalutazione degli assegni e in parte per attutire la fine di Quota 100 e continuare a consentire forme di uscita anticipata. (La Sicilia)

“I giovani – ha detto Tridico – entrano spesso nel mercato del lavoro tardi, oltre che con bassi salari”. È il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ad appoggiare l’ipotesi al centro del dibattito politico, nel corso dell’audizione alla commissione lavoro della Camera. (Orizzonte Scuola)

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