Paul McCartney: "Rolling Stones sono una cover band blues"

Paul McCartney: Rolling Stones sono una cover band blues
Adnkronos CULTURA E SPETTACOLO

Una band incredibilmente fortunata suona ancora negli stadi e l'altra band che non esiste", aveva concluso caustico

"Gli Stones - aveva proseguito - sono un gruppo fantastico, vado a vederli ogni volta che si esibiscono perché sono una grande band e Mick (Jagger, ndr.)

Ma in un'intervista con 'The New Yorker', l'ex Beatles ha rinverdito la rivalità che ha tenuto banco anche tra più generazioni di fan delle due band: "Non sono sicuro di doverlo dire, ma loro sono una cover band blues. (Adnkronos)

La notizia riportata su altri giornali

La grande differenza, però, è che i Rolling Stones sono una grande band che ha fatto concerti per diversi decenni e in dioverse aree del mondo quando i Beatles non hanno nemmeno hanno fatto un tour in un'arena. (Tiscali.it)

E che magari una delle prossime sere la suoneranno di nuovo, che non c’è nessun caso intorno a “Brown Sugar”. Ci sta che un gruppo decida di non suonare un pezzo molto famoso perché poco opportuno, perché per qualche motivo quel pezzo potrebbe generare polemiche. (Radio Popolare)

In un’altra recente intervista, McCartney è tornato sui motivi dello scioglimento dei Beatles Paul McCartney non ha nessuna paura di paragonare i Beatles e i Rolling Stones, come ha dimostrato in una recente intervista per il New Yorker. (Rolling Stone Italia)

Se anche i Rolling Stones si piegano al politically correct

sono le parole cantate da Mick Jagger con cui si apre il celebre brano “Midnight rambler” dei Rolling Stones. L’età per queste rockstar, vere e proprie leggende della musica, sembra non essere altro che un numero scritto sulla carta d’identità (IL GIORNO)

Poi, l’affondo:. “La grande differenza, però – un po’ seriamente- è che i Rolling Stones sono una grande band da concerto in altri decenni e in altre aree “Non sono sicuro di doverlo dire, ma sono una cover band blues, è un po’ quello che sono gli Stones. (Soundsblog)

Di cosa parla (davvero) il testo della canzone. Ciò che fa pensare è che nel 1971 gli Stones erano liberi di esprimersi senza che un'orda di perennemente indignati e ossessionati dal politically correct imponesse la sua visione del mondo (ilGiornale.it)

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