Tuono Pettinato: l arguzia e l ironia di un artista che ha scritto la realtà secondo le sue regole

Vanity Fair Italia CULTURA E SPETTACOLO

Il suo primo libro si intitola Apocalypso!

Gatto per forza, randagio per scelta.

Nonostante si sia spento a 44 anni dopo una lunga malattia, l’eredità di Tuono Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, rimane un’opera certosina che rende omaggio all’intelligenza e all’arguzia, all’ironia controllata di un professionista che ha scomposto la realtà in maniera mai banale e mai scontata.

La serie I Ricattacchiotti, pubblicata settimanalmente da Repubblica XL, diventa un must per gli amatori che trovano le sue tavole anche su Animals e Linus. (Vanity Fair Italia)

La notizia riportata su altri giornali

(aggiornamento di Alessandro Nidi). Anticipazioni I casi della giovane miss Fisher, 2^puntata 22 giugno/ L'ex è nei guai. Tuono Pettinato, nome d’arte di Andrea Paggiaro, è morto, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dei fumetti. (Il Sussidiario.net)

Tuono Pettinato nasce già classico, figuratevi adesso che se n’è andato”, ha commentato Ratigher, fumettista e direttore della squadra Coconino, “schierata in alta uniforme intorno al cannone che tuona per Tuono” (Artribune)

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“Consapevoli che sopravvivere a un figlio sia l’esperienza più devastante nella vita di un genitore, resta la certezza che le opere che lui ha lasciato sopravviveranno in eterno e li aiuteranno a superare questa perdita incolmabile”, concludono dall’Aoup (VTrend.it)

«Andrea ha curato il volume dedicato alla galleria dell’Accademia di Firenze: la storia e i suoi protagonisti continueranno a vivere nel fumetto e nelle tavole che ha generosamente donato all’Istituto centrale della grafica partecipando alla costituzione del primo fondo fumetti del patrimonio dello stato. (Fumettologica)

Sempre presente, sempre capace, vorace, sempre pronto a dire e a fare; sempre illuminato da quella voglia di trasformare le parole in storie, e di usare le sue storie per esprimersi. Ne parlava ogni sera, sui social, e lo teneva in sottofondo mentre lavorava; si divertiva a citarne le dinamiche e i personaggi, a fare sue certe battute, e a ingigantirle e a esagerarle. (Rivista Studio)

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