Transizione energetica, tutti i dubbi di Federauto

Automoto.it ECONOMIA

In autostrada le colonnine di ricarica rapida ad oggi attive sono appena trentadue!».

Se con un colpo di bacchetta magica, riuscissimo davvero a sostituire le auto da Euro 0 ad Euro 4, avremmo raggiunto e superato l’obiettivo di riduzione del CO2 fissato per il 2025.

Ora, un’auto fino ad Euro 3 emette una quantità di CO2 ben venticinque volte superiore ad equivalente vettura a benzina o diesel omologata secondo le specifiche odierne conosciute come Euro 6d. (Automoto.it)

La notizia riportata su altre testate

Il terreno di confronto è un regolamento europeo, in capo alla direzione della concorrenza, che disciplina i rapporti tra imprese e distributori, non solo nel settore delle auto. Per esempio riducendo i margini della rete di vendita, diminuendo il numero di showroom, e iniziando a vendere i veicoli online. (Panorama)

"Una seria pianificazione di incentivi, coerente con gli obiettivi della transizione energetica, destinata a supportare lo svecchiamento del parco circolante, volta sia a vetture elettriche o ibride, sia ad auto nuove o usate euro 6. (Giornale di Sicilia)

“A rischio ci sono 60/70.000 posti di lavoro” ha affermato Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, durante la conferenza stampa di fine anno della Federazione. “Ad oggi Federauto stima che l’impatto possa riguardare 60-70. (DealerLink)

Il mercato italiano dell’auto nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno ha registrato il -20% delle immatricolazioni rispetto agli stessi mesi del 2019 (dati ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile). (Informazione Senza Filtro)

Le parole del presidente Adolfo De Stefani Cosentino sono chiare, il rischio è reale. L’ingresso diretto dei costruttori sul mercato della distribuzione avrà infatti ripercussioni pesanti sulla forza lavoro, si parla di 70 mila posti a rischio. (Fleet Magazine)

Federauto, Federazione Italiana Concessionari Auto, ha messo in guardia dagli sviluppi futuri tramite le parole di Adolfo De Stefani Cosentino: “La maggioranza delle case automobilistiche intende entrare nel mercato B2C, rivolgendosi al cliente finale attraverso la vendita online. (Carblogitalia)

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