"Al Giglio i mufloni sono una specie aliena: rimuoverli è un atto di conservazione, non una mattanza"

GiglioNews INTERNO

Il problema è che il muflone è, in Italia peninsulare, una specie aliena, cioè una specie che non si è co-evoluta con gli habitat italiani e la sua presenza è quindi fonte di squilibrio potenzialmente molto dannoso per altre specie autoctone e preziose.

Il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano ha la possibilità di combattere fattivamente le specie aliene proprio perché è composto di piccole isole ma ha anche il dovere, proprio perché è un parco nazionale, di curare e migliorare la sua biodiversità

Ed è falso che il muflone del Giglio debba essere rimosso per danni all'agricoltura, peraltro insignificanti. (GiglioNews)

La notizia riportata su altri media

Sono ancora in pieno svolgimento le attività 2021 all’Autodromo di Sardegna, l’impianto sportivo autentico fiore all’occhiello dell’isola che anche grazie alla favorevole posizione geografica continua a ospitare eventi e iniziative a due e quattro ruote, pure in autunno inoltrato. (Sardegna Reporter)

Tutte specie introdotte dall’uomo che hanno avuto la capacità di alterare l’habitat e soppiantare le specie originarie Tanto che per l’eradicazione di questa e altre specie, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano si è aggiudicato il finanziamento del progetto europeo “Letsgo Giglio”, avviato nel 2019. (Today)

Siamo di fronte a una realtà preoccupante, disumana e assolutamente illogica, che potrebbe avere conseguenze catastrofiche sulla vita e sul benessere di questi poveri animali, molto pacifici ma considerati dall’ente Parco una specie aliena e invasiva. (GiglioNews)

«Dalla primavera a oggi ne abbiamo catturati 20 - spiega ancora Sammuri -: 10 sono stati trasferiti in un centro di recupero animali a Semproniano (Grosseto), e 10 in un'azienda agricola a Miemo, in provincia di Pisa In 25 anni di esistenza il parco dell'Arcipelago Toscano ha abbattuto 2100 mufloni tra Elba, Giglio e Capraia. (La Nazione)

I mufloni hanno bisogno di noi” – concludono le associazioni animaliste Dobbiamo agire tutti perché se le istituzioni vanno avanti in questo folle progetto di morte tutti noi abbiamo il dovere di mostrare il nostro sdegno. (Sardegna Reporter)

Il provvedimento è stato richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trento nell’ambito di un’inchiesta che ha consentito di documentare come il sito, avviato nel 1993 come discarica per rifiuti non pericolosi, aveva terminato l’attività di smaltimento nel 2005 per esaurimento della capacità ricettiva ma di fatto non era mai stato chiuso. (LaPresse)

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