Gdf sequestra 20 mln a Dhl, niente contributi a lavoratori

Gdf sequestra 20 mln a Dhl, niente contributi a lavoratori
Libertà INTERNO

Dall’inchiesta è emerso che, attraverso società di intermediazione e ‘finte’ cooperative, sarebbero stati creati “meri serbatoi di manodopera”, ossia lavoratori della logistica a cui le società intermediarie, tra l’altro, non versavano in gran parte i contributi.

. – MILANO, 07 GIU – Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano sta eseguendo un sequestro d’urgenza da circa 20 milioni di euro, firmato dal pm Paolo Storari, nei confronti della Dhl Supply Chain Italy spa, società del ‘colosso’ della logistica, per una presunta maxi frode sull’Iva. (Libertà)

Su altre fonti

La richiesta dovrà essere convalidata da un Gip. (Il Manifesto)

Dall'inchiesta è emerso che, tra il 2016 e il 2019, sarebbero stati oltre 1500 i lavoratori assunti dalle «finte» cooperative che facevano parte del «sistema». (Bluewin)

Il pubblico ministero di Milano, Paolo Storari, ha disposto il sequestro con urgenza di circa venti milioni di euro nei confronti della filiale italiana di Dhl Supply Chain e la notifica di un’informazione di garanzia per alcuni dirigenti della multinazionale. (TrasportoEuropa)

Sequestro di 20 milioni a carico di Dhl: accusata di una maxi frode per sfruttare i lavoratori

La Guardia di Finanza ha sequestrato 20 milioni di euro a Dhl Italy, società del colosso americano della logistica, per frode fiscale su Iva e contributi. Stamani la Guardia di Finanza ha sequestrato d’urgenza oltre 20 milioni di euro alla Dhl Supply Chain Italy, su delega del pm Paolo Storari, nell’ambito dell’indagine su una presunta frode fiscale. (Startmag Web magazine)

Ora il sequestro d'urgenza disposto dalla Procura attende la convalida del giudice per le indagini preliminari. Vale 20 milioni di euro la maxi frode sull'Ilva contestata alla Dhl Supply Chain Italy spa, famosa società della logistica. (Fanpage.it)

Secondo la Procura di Milano, così Dhl avrebbe massimizzato i guadagni senza pagare imposte, dirette e indirette, sull’utilizzo di quei lavoratori. Un metodo che avrebbe arricchito la grande azienda in modo illecito e che l’avrebbe così messa anche in una posizione di superiorità rispetto ai concorrenti (Today.it)

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