Facebook, il gigante che blocca le news australiane

Facebook, il gigante che blocca le news australiane
Vanity Fair Italia ESTERI

Eppure la reazione di Facebook al famosissimo Media Bargaining code di cui tutti oggi stanno parlando, non era così imprevedibile.

Facebook e Google, nonostante affermino il contrario, si avvantaggiano smisuratamente della condivisione di news.

LEGGI ANCHE. Facebook dice addio ai «Mi piace» sulle pagine. LEGGI ANCHE. L’adaptive fashion e quel problema con Facebook

I Digital Lords fanno miliardi grazie a un sistema di «surveillance capitalism» (Capitalismo basato sulla sorveglianza) che è basato su una continua raccolta di dati su cittadini/utenti. (Vanity Fair Italia)

Su altri giornali

Il tesoriere australiano Josh Frydenberg ha definito la misura di Facebook “non necessaria, brutale”, che “danneggerà l’immagine del social in Australia“ Australia, in arrivo legge per obbligare Facebook a pagare gli editori per la condivisione delle notizie. (Il Primato Nazionale)

Il motivo sta tutta in una legge in discussione al Senato e che riguarda la regolamentazione del rapporto tra Facebook e Google con gli editori locali. La proposta di legge intende infatti far pagare ai due colossi gli editori per la condivisione delle news. (Ck12 Giornale)

Inizia la battaglia sul pagamento delle news - barbaravi42 : RT @virginiaraggi: Sono iniziati i lavori di riqualificazione di via Cristoforo Colombo! Da un lato Google ha annunciato uno storico accordo con i tre principali giornali australiani e con Rupert Murdoch per . (Zazoom Blog)

Facebook vs Australia: è scattato il blocco alla condivisione delle news

La nuova legge. La nuova legge australiana, come riporta l’agenzia Reuters, è basata su raccomandazioni della Australian competition and consumer commission (Accc), l’autorità antitrust del Paese. Le conseguenze per Facebook. (Forbes Italia)

“Non ci faremo intimidire dalle Big Tech che cercano di fare pressione sul nostro Parlamento”. “Queste azioni confermeranno solo le preoccupazioni che un numero crescente di Paesi esprime sul comportamento delle Big Tech che pensano di essere più grandi dei governi e che le regole non dovrebbero applicarsi a loro. (InsideOver)

In sostanza questa impone il pagamento agli editori da parte delle piattaforme di condivisione nelle quali vengono pubblicati articoli, notizie o qualsiasi altro materiale assimilabile. La mossa, senza precedenti, arriva a poche ore dall'approvazione della modifica al Consumer Act 2010 che altera fortemente lo scenario dell'editoria online. (HDblog)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr