Quindici bambini nati in 24 ore all’ospedale di Cremona: “Uno straordinario segnale di rinascita”

Quindici bambini nati in 24 ore all’ospedale di Cremona: “Uno straordinario segnale di rinascita”
Milano Fanpage.it Milano Fanpage.it (Interno)

"Reparto lavoro senza sosta, mamme e bimbi stanno bene". "Il reparto di ostetricia e ginecologia ha lavorato senza sosta per gestire la situazione.

È stato uno degli ospedali simboli dell'emergenza coronavirus, ma oggi diventa un luogo simbolo di rinascita e speranza.

La notizia riportata su altri giornali

Si tratta di un evento “straordinario” rendono noto dal reparto di ostetricia e ginecologia, mai accaduto finora. Per via della situazione extra-ordinaria, l’ultimo dei neonati è venuto alla luce in una stanza di degenza dello stesso reparto, ovviamente con l’assistenza di ostetriche e medici, in quanto in sala parto non c’era più posto. (Virgilio Notizie)

15 nascite in 24 ore, tra venerdì e sabato: numeri incredibili quelli registrati dall’ospedale di Cremona, il cui reparto di Ostetricia e Ginecologia ha lavorato senza sosta per gestire la situazione. Un vero e proprio lavoro di squadra tra medici, infermieri e operatori sanitari. (Cremonaoggi)

REPARTO A RISCHIO. Ora l'obiettivo è salvare il reparto di terapia intensiva neonatale, che Regione Lombardia ha deciso di chiudere. Qui il virus è stato un flagello, 1.119 decessi, e dopo tanta tristezza i quindici neonati portano una ventata di euforia. (Il Messaggero)

7.991 i tamponi effettuati, con la percentuale di casi positivi che si attesta a 0,97% (dato non comunicato ufficialmente, ndr). Nelle ultime 24 ore, infine, accertato un nuovo decesso in tutta la Regione (16.640 il totale). (Cremonaoggi)

I papà possono entrare in sala parto per il travaglio e nelle due ore successive alla nascita. Nell’arco di 24 ore, dalle 15 di venerdì alle 15 di sabato, all’ospedale Maggiore di Cremona sono nati 15 bambini, 10 femmine e 5 maschietti, compresi due gemelli. (Live Sicilia)

L’ultimo dei bambini è stato partorito in una stanza di degenza, ovviamente con l’assistenza di ostetriche e medici, poiché in sala parto era "tutto esaurito". Nei mesi bui dell’emergenza, da febbraio ad aprile, solo Ostetricia era rimasta operativa come un’oasi di normalità. (Avvenire)

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