Vaccini anti-Covid, perché fa male il braccio dopo l’iniezione?

Vaccini anti-Covid, perché fa male il braccio dopo l’iniezione?
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NapoliToday SALUTE

Sono in tanti a manifestare un dolore al braccio, in sede di iniezione, nelle ore successive alla vaccinazione anti-COVID-19.

“Un braccio dolorante - spiega la Dott.ssa De Rosa - è il risultato della risposta immunitaria del corpo al vaccino inoculato.

Questo processo, noto come risposta immunitaria adattativa (una risposta immunitaria acquisita caratterizzata dall’adattamento del sistema immunitario a ciascun agente patogeno), può richiedere una o due settimane per essere efficace

E’ una conseguenza della risposta immunitaria, in seguito all’iniezione di sostanze estranee nel nostro organismo. (NapoliToday)

Ne parlano anche altri media

Dal medesimo punto di vista politico, il Friuli è stato governatore del Venezuela Giulia e capo della conferenza regionale, Massimiliano Petrica, e ha sostenuto solo il “pass verde” per gli eventi di massa e il trasporto interno a lunga percorrenza. (Flamina&dintorni)

Una percentuale ancora lontana dalla “copertura totale”, raggiunta solo da Campania, Friuli-Venezia Giulia e molto vicina in Molise (0,19% senza dose), ma distante anche dalle quote delle prime tre regioni posizionate in cima alla graduatoria, a partire dalla Sicilia (43,24%), seguita dalla provincia autonoma di Bolzano (38,17%) e dalla Liguria (34,77%). (IlPiacenza)

A lanciare l'allarme è il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: "Si stanno somministrando soprattutto seconde dosi, le prime sono solo 100mila al giorno Occhio all'avvertimento della Farnesina: si rischia di sborsare (di tasca propria) parecchio. (Liberoquotidiano.it)

Dieci domande su vaccini e vaccinati

Ieri abbiamo avuto il camper della salute nella nostra comunità che ha consentito a tanti concittadini di vaccinarsi. Comunicazione sindaco di Santa Paolina – Abbiamo accolto subito l’appello lanciato dal Direttore generale dell’ASL a tutti i sindaci irpini affinché convincano i cittadini ancora non vaccinati a farsi somministrare il preparato anti covid. (https://www.irpiniatimes.it)

Annamaria Staiano, direttrice di Pediatra generale all’Azienda ospedaliera universitaria federiciana di Napoli e presidente della Società italiana di pediatrianon ha dubbi: «È necessario accelerare con la vaccinazione anti-Covid nei ragazzi in fascia 12-19 anni per garantire la ripresa di tutte le attività, a partire da quelle scolastiche. (quotidianodipuglia.it)

In percentuale non stiamo parlando di una pandemia di quelle che non sono gestibili o sbagliamo a ragionare così? 1) Quanti Paesi del terzo mondo stiamo vaccinando? (Lo Speciale)

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