'Ndrangheta, fiumi di cocaina per i clan di Gioia Tauro: tre arresti

'Ndrangheta, fiumi di cocaina per i clan di Gioia Tauro: tre arresti
Quotidiano del Sud INTERNO

Tempo di lettura 2 Minuti. REGGIO CALABRIA – Si è chiuso il cerchio sul processo “Vulcano” nato da un’inchiesta sul traffico internazionale di cocaina gestito dalle famiglie di ‘ndrangheta della piana di Gioia Tauro (LEGGI).

I primi due si sono costituiti alla stazione dei carabinieri e al gruppo della Guardia di finanza di Gioia Tauro, mentre a Martinone l’ordinanza è stata notificata nel carcere di Vibo Valentia dove si trova per altra causa. (Quotidiano del Sud)

Su altri giornali

L’attentato all’epoca aveva scosso gli ambienti della ‘ndrangheta reggina perché Nino Gullì non era un semplice gregario dei clan. Tempo di lettura 3 Minuti. REGGIO CALABRIA – Appena 33 anni e già un esponente di spicco della cosca Serraino di Reggio Calabria. (Quotidiano del Sud)

Ci siamo sentiti e scritti venerdì e ci siamo ripromessi che ci saremmo visti a breve”. “Suicidio? Lo dichiara Klaus Davi giornalista e massmediologo. (Stretto web)

Tra poche settimane doveva iniziare il processo alla cosca Serraino Nella stanza dove è stato trovato morto il pentito non ci sono tracce di colluttazione. (Zoom24.it)

'Ndrangheta: trovato morto pentito Filocamo, ipotesi suicidio

Eseguite numerose misure di custodia cautelare e perquisizioni in Germania e nel nostro Paese nei confronti di soggetti ritenuti affiliati alla ‘ndrangheta, attivi nel “locale” di Volpiano (To), considerati terminale economico della famiglia Agresta di Platì (Rc), nonché nei confronti di esponenti della famiglia Giorgi, detti “Boviciani”, di San Luca (RC), ritenuti responsabili di narcotraffico internazionale ed attivi in Piemonte, Calabria, Sardegna e, in Germania, nel Land del Baden Wùrttemberg, nelle località turistiche del Lago di Costanza (LaPresse)

Tra poche settimane avrebbe dovuto prender parte al processo nei confronti della cosca Serraino. DAVI: “ SUICIDIO FILOCAMO? Filocamo, pentito di ‘ndrangheta, viveva sotto protezione a Lecce ed era stato arrestato la scorsa estate durante l’operazione “Pedigree”, perché ritenuto vicino alla cosca Serraino. (Tempo Stretto)

Subito dopo aveva deciso di collaborare con i pm di Reggio Calabria Stefano Musolino e Walter Ignazitto e con la Dda guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri. Nella stanza dove è stato trovato morto il pentito non ci sono tracce di colluttazione. (Antimafia Duemila)

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