Quello che pensava Falcone dei collaboratori di giustizia

Quello che pensava Falcone dei collaboratori di giustizia
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L'HuffPost INTERNO

Attenzione a scardinare la legge sui collaboratori di giustizia che si è rivelata uno strumento fondamentale nella lotta alle mafie.

Giovanni Falcone conosceva l’efficacia delle collaborazioni di alcuni esponenti di vertice di Cosa Nostra

Per Giovanni Falcone il fenomeno del pentitismo aveva ragioni precise e non erano affatto di scarsa rilevanza processuale.

Secondo Falcone i collaboratori di giustizia erano - e sono, aggiungo io - uno strumento investigativo indispensabile non tanto nell’interesse del beneficiario quanto piuttosto nell’interesse superiore della collettività. (L'HuffPost)

Ne parlano anche altre testate

Pertanto basta che parta il “tam tam” e l’opinione diventa una, e una soltanto. Giovanni Brusca libero, l’intervista. Qual è stata la sua reazione alla liberazione di Giovanni Brusca, quali sentimenti ha suscitato? (L'Eurispes.it)

All’udienza di oggi del procedimento d’appello sul patto che pezzi dello Stato avrebbero stretto con Cosa nostra negli anni delle stragi mafiose dovrebbe concludersi la requisitoria dei procuratori generali Giuseppe Fici e Sergio Barbiera. (Grandangolo Agrigento)

Vennero dichiarate prescritte invece le accuse per l’ex boss Giovanni Brusca, mentre l’ex figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Massimo Ciancimino ebbe 8 anni per calunnia, accusa dichiarata prescritta in appello Per Brusca la corte d’assise dichiarò la prescrizione. (Livesicilia.it)

Da Mori a Dell'Utri, al processo trattativa chiesta la conferma delle condanne

È il 2013 e Giovanni Brusca piange di fronte alla corte d’Assise di Caltanissetta E da qui scende ammanettato Giovanni Brusca. (L'Espresso)

Non desistono, i procuratori generali palermitani del processo “trattativa” tra lo Stato e la mafia, neppure dopo l’assoluzione definitiva di Calogero Mannino, quello che fu il punto di partenza e che in quest’aula non c’è. (Il Riformista)

Sempre in primo grado vennero dichiarate prescritte invece le accuse per l'ex boss Giovanni Brusca, in videocollegamento per la prima volta da uomo libero dopo la recente scarcerazione. “C’è stata una trattativa con il vertice di cosa nostra avviata da uomini dello stato – ha ribadito Fici – gli imputati Mori, Subranni e De Donno. (Antimafia Duemila)

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