Reggio, investono il boss di 'ndrangheta Benestare per ucciderlo: arrestate 2 persone - I NOMI

Reggio, investono il boss di 'ndrangheta Benestare per ucciderlo: arrestate 2 persone - I NOMI
LaC news24 INTERNO

Nelle immediate vicinanze sono state rinvenute le targhe (anteriore e posteriore) del Fiat Doblò che, sebbene annerite, erano comunque visibili.

È lì che il mezzo è stato ritrovato, incendiato, il giorno seguente dagli operatori di Polizia in servizio di controllo del territorio.

Quello che, in apparenza, sembrava un semplice incidente stradale, si è, invece, rivelato un tentato omicidio, programmato da tempo. (LaC news24)

Se ne è parlato anche su altre testate

“Dispiace che a pagare le conseguenze della cattiva gestione del Comune siano sempre i meno responsabili, vale a dire cittadini e dipendenti E’ quanto scrivono in una nota i consiglieri comunali di Forza Italia Federico Milia, Antonino Caridi, Antonino Maiolino. (Stretto web)

Nelle immediate vicinanze sono state rinvenute le targhe (anteriore e posteriore) del Fiat Doblò che, sebbene annerite, erano comunque visibili. Quando Benestare stava percorrendo la via Croce Cimitero (strada isolata e priva di marciapiede), gli indagati, a bordo del Fiat Doblò, hanno accelerato ed investito dolosamente la vittima. (LaC news24)

Quello che, in apparenza, sembrava un semplice incidente stradale, si è, invece, rivelato un tentato omicidio, programmato da tempo. Gli indagati, a bordo del Fiat Doblò, hanno accelerato ed investito dolosamente la vittima. (Corriere della Calabria)

'Ndrangheta, affiliato investito a Reggio: arrestati i due autori del tentato omicidio

Verso le 22.45 S.S., un ragazzo di 26 anni originario del Senegal, è stato aggredito da D. Il giovane aggredito è stato ricoverato al centro Grandi ustionati di Padova mentre il suo aggressore è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Santa Bona con l'accusa di tentato omicidio (TrevisoToday)

Intorno alle 11, in via Croce Cimitero era stato investito Giorgio Benestare detto “Franco”, riconosciuto dagli inquirenti quale «esponente di spicco della cosca “De Stefano-Tegano”». Stessa condanna inflitta al cognato, Orazio Maria Carmelo De Stefano, classe 59. (Corriere della Calabria)

Nelle immediate vicinanze sono state rinvenute le targhe (anteriore e posteriore) del Fiat Doblò che, sebbene annerite, erano comunque visibili Quello che, in apparenza, sembrava un semplice incidente stradale, si è, invece, rivelato un tentato omicidio, programmato da tempo. (Gazzetta del Sud - Edizione Reggio Calabria)

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