Ciclomotori camuffati da monopattini, il giudice di Milano blocca la vendita su eBay e Amazon

Ciclomotori camuffati da monopattini, il giudice di Milano blocca la vendita su eBay e Amazon
La Repubblica ECONOMIA

Il dubbio che possa trattarsi di cosa che l’ordinamento vieta probabilmente nemmeno si pone per molti acquirenti, posto che è la stessa importante piattaforma di vendita a rappresentare una forma di garanzia di legalità".

Per questo motivo il tribunale di Milano ha disposto il sequestro di 8 pagine web da due siti di e-commerce - Amazon ed E-bay - dove questi veicoli venivano commercializzati come se fossero dei monopattini abilitati a muoversi su strada, ma essendo in realtà fuori norma. (La Repubblica)

La notizia riportata su altre testate

In base all’attuale normativa, si legge nel decreto di sequestro firmato dal gip Guido Salvini, i monopattini elettrici non devono superare una velocità massima 25 chilometri orari. In pratica, evidenzia ancora il gip Salvini, “non può bastare etichettare un mezzo come monopattino per eludere tutte le norme previste per la categoria di veicoli a cui è invece riconducibile” (IL GIORNO)

Nelle borgate e nei quartieri periferici, le traccia di questa rivoluzione a due ruote sono quasi del tutto invisibili. Grazie alla volontà della publica administrationis dell’epoca, vennero dotati di velocipede elettrico a due ruote”. (BlogSicilia.it)

Trova “Elerent Marsala” su Facebook e Instagram. Per info: [email protected] PUBBLIREDAZIONALE_ Anche a Marsala adesso i monopattini Segway di ultima generazione si possono noleggiare con una semplice App. (Itaca Notizie)

Via Garibaldi, scontro tra un'auto e un monopattino elettrico con a bordo madre e figlia

Sul luogo dell'incidente è intervenuta la polizia municipale per i rilievi del caso Sul posto sono intervenuti i volontari della Svs e quelli della Croce Rossa che hanno prestato le prime cure alla madre, una donna di 43 anni, che ha riportato traumi al collo e all'anca, mentre la figlia di otto anni ha subito un trauma al ginocchio. (LivornoToday)

L’indagine ipotizza il reato di tentata frode in commercio nei confronti di ignoti perché i pm Maura Ripamonti e Eugenia Biancamaria Baj Macario, con il coordinamento dell’aggiunto Eugenio Fusco, ritengono che i reati siano ipotizzabili solo a carico dei venditori, che non sono stati ancora identificati, e non dei giganti dell’e-commerce che si limitano a mettere a disposizione le loro piattaforme. (Corriere della Sera)

Questo, specifica il giudice, non significa che gli intermediari siano «concorrenti negli eventuali reati commessi dai venditori». E se da una parte è vero, per il giudice, che l’acquirente dovrebbe conoscere la normativa, «la materia è nuova e complessa» e «le indicazioni offerte dal venditore» tendono a fuorviarlo. (La Stampa)

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