I pigmei della politica

I pigmei della politica
il Giornale INTERNO

Siamo ai pigmei della politica

Non ha la forza per vincere quella parodia del duello all'OK Corral escogitata dalla mente di Rocco Casalino.

Proprio come è stonato il nuovo protagonismo velleitario di Giuseppe Conte, che si è eretto a paladino della parte più intransigente della magistratura.

Ha, invece, meno scusanti Letta che fa politica da quando aveva i calzoncini corti.

Sono gli errori comprensibili di un neofita della politica come l'ex premier. (il Giornale)

Su altre testate

Tanto è durato, a palazzo Chigi, l'incontro tra Mario Draghi e Giuseppe Conte, premier in carica ed ex premier. Quaranta minuti che potrebbero cambiare la storia della riforma della giustizia firmata dalla Guardasigilli Marta Cartabia. (la Repubblica)

Qui il ministro Luigi Di Maio, che con il presidente della Camera Roberto Fico ha raccolto i cocci del Movimento dopo le liti pubbliche tra Beppe Grillo e il futuro presidente Cinquestelle, arrivando alla mediazione di giovedì scorso - il pranzo a Marina di Bibbona apparentemente riparatorio - ecco, Di Maio tocca uno dei due punti su cui Conte dice che non cederà. (La Repubblica)

Al centro del ring, soprattutto, la giustizia e gli emendamenti-Cartabia al processo penale, con il ridimensionamento della riforma della prescrizione dell'ex ministro 5s Alfonso Bonafede. "Un incontro proficuo, molto cordiale, ci siamo confrontati su vari temi - spiega Conte ai cronisti all'uscita da Palazzo Chigi -. (Avvenire)

Coronavirus, pesante sospetto su Giuseppe Conte: "Cosa non torna sulla sua vaccinazione". Paura degli elettori M5s?

Ma se un no al testo Cartabia non era né è contemplabile perché riaprirebbe lo scontro con il fondatore, una sua adesione piena potrebbe rappresentare per Giuseppe Conte la mossa fatale. Ma Giuseppe Conte non potrà lamentarsi: a lui è concessa l'esibizione della mostrina di essere stato convocato dal Presidente del Consiglio al pari (o quasi) degli altri capi-partito (Italia Oggi)

Solo modifiche mirate. Draghi avrebbe invitato l'interlocutore ricevuto nella sede del governo a confrontarsi con il ministro, senza scendere nel merito. La preoccupazione del Pd è di ritrovarsi isolato in un governo che senza il Movimento 5 stelle rimarrebbe a trazione centrodestra. (Yahoo Finanza)

Soprattutto, dopo aver assicurato che la seconda dose arriverà alla fine di luglio, come fa a sbrigare la pratica in tre settimane se il protocollo ne prevede cinque? Chissà se qualche solerte cronista del Fatto sarà chiamato a interrogare anche Conte sul perché abbia deciso di non pubblicare la testimonianza "social" della propria avvenuta prima vaccinazione. (Liberoquotidiano.it)

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