Berlusconi al Colle? Può farcela, per tre motivi

Il Fatto Quotidiano INTERNO

Berlusconi per farla breve è, oggi più ancora che trent’anni fa, un personaggio in pieno accordo coi tempi grami che corrono

Il secondo fattore attiene invece in modo più preciso e per certi versi congiunturale all’attuale stato della classe politica.

Vediamo quindi di tentare un’analisi, per quanto possibile spassionata e obiettiva, che porti ad individuare alcuni motivi per i quali l’elezione di Berlusconi alla massima magistratura (in senso lato) nazionale potrebbe non essere del tutto impossibile. (Il Fatto Quotidiano)

La notizia riportata su altri giornali

Una la candidatura allo stato nascente, ma non si capisce bene se gi declinante, di Silvio Berlusconi da parte del centrodestra. Rimane l’ombra della pandemia, che rende incerta e segnata dalle polemiche la presenza di decine di parlamentari positivi. (GameGurus)

Per questa ragione vorrei provare a mettere in fila alcune ragioni che, a mio parere, consigliano di evitare che Silvio Berlusconi vada al Colle Dopo tanto parlare di Draghi, questi sono i giorni di Silvio Berlusconi. (Felicità Pubblica)

Invece la voglia matta di Berlusconi è stata ed è usata da una politica tutta poco seria per restare acquattati. Salvini e Meloni acquattati dietro Berlusconi presidente per l’incapacità e politica pavidità di entrambi nel proporre una candidatura nazionale (altro che patriota…). (Blitz quotidiano)

Silvio Berlusconi è tornato, candidato del centrodestra per la presidenza della Repubblica; la notizia fa sorridere, in un modo o nell’altro, più o meno tutti. Romaniello, stupefatto, ha raccontato a Berlusconi che quando è arrivato alla Camera si chiedeva proprio se avrebbe mai parlato con lui (Il Quotidiano Italiano - Nazionale)

È una questione sostanziale e profonda con cui bisogna fare i conti” “Innanzitutto ripeto che consiglierei a tutti di non sottovalutare la candidatura di Berlusconi. (Agenpress)

Senza che si sia fatto un passo in più nella pesca a strascico di cui comunque il Cavaliere è espertissimo. Ovvero: nel marasma del centrosinistra, gli altri invece hanno un nome, una coalizione unita e una strategia, tanto vale premiare questa. (ilmessaggero.it)

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