Dati rubati su Facebook, come controllare se il proprio profilo è stato compromesso

Dati rubati su Facebook, come controllare se il proprio profilo è stato compromesso
Io Donna SCIENZA E TECNOLOGIA

Dati rubati Facebook, cosa fare se siamo stati violati. Nel caso in cui dovreste scoprire che i vostri dati sono stati violati, dovete innanzitutto cambiare le password

Come controllare se il proprio profilo è stato compromesso. Tante, troppe, infatti le persone coinvolte nella vicenda.

Il primo passo da fare consiste nel controllare se i propri dati siano stati o meno compromessi.

Nomi, indirizzi, e-mail e numero di telefono rubati e messi in vendita, sono 533 milioni i dati rubati da Facebook, tra cui ben 35 milioni di italiani. (Io Donna)

Ne parlano anche altre fonti

D a Facebook sono stati rubati milioni di dati, tra questi, molti profili italiani con numeri telefono, nomi e cognomi. La notizia arriva ora perché adesso quei dati, sottratti illegalmente, sono stati pubblicati. (Donna Moderna)

i DATI di 35 milioni di ITALIANI iscritti al SOCIAL NETWORK, colpa di un HACKER. I Dettagli. Rubati i DATI di 35 milioni di ITALIANILa sicurezza dei nostri dati, soprattutto di quelli di 533 milioni di persone iscritte a Facebook, è minacciata. (iLMeteo.it)

Questa notifica informa gli utenti di una vicenda che risale al 2018, quando l’Agcm ha multato Facebook per una pratica commerciale scorretta. Questa ulteriore sanzione è arrivata perché Facebook avrebbe dovuto avvisare i suoi utenti italiani entro il 15 dicembre 2020. (Wired.it)

Cosa fare se i tuoi dati sono stati rubati da Facebook

Potrebbe essere stato clonato oppure utilizzato per l’invio di possibili truffe, quindi meglio prestare la massima attenzione Nel caso in cui dovreste scoprire che i vostri dati sono stati violati, dovete innanzitutto cambiare le password. (iLMeteo.it)

Utilizzando un software automatizzato (bot), i cybercriminali hanno raccolto i dati pubblici presenti nei profili degli utenti. Facebook aveva subito comunicato che il furto è avvenuto circa due anni fa, sfruttando una vulnerabilità corretta ad agosto 2019. (Punto Informatico)

Una pratica scorretta, ai sensi degli articoli 21 e 22 del Decreto Legislativo n.206 del 2005 (Codice del Consumo). Molti lo avranno visto nella loro timeline: oggi è comparso un avviso su Facebook, in cima all'app quando viene aperta. (La Stampa)

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