Pfizer ammonisce: “Nessun dato su una seconda dose dopo 42 giorni”

Pfizer ammonisce: “Nessun dato su una seconda dose dopo 42 giorni”
Yeslife ECONOMIA

La decisione molto discussa è stata presa in accordo con il parere del Comitato Tecnico Scientifico e del Commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo.

Non esisterebbero, dunque, dati relativi all’efficacia del vaccino con il raddoppiamento dei tempi di somministrazione tra una dose e l’altra.

“Il vaccino è stato studiato per una dose a 21 giorni.

Arriva però il monito dei vertici Pfizer che si esprimono in merito alla vicenda. (Yeslife)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Il Cts stesso ha spiegato come un richiamo ritardato non avrebbe conseguenze sull'efficacia della risposta immunitaria del paziente, ricordando altresì come la prima dose del vaccino Pfizer conferisca già una efficace protezione dalla Covid in forma grave nell'80% dei casi. (Corriere di Viterbo)

"Al momento - ha aggiunto - non abbiamo dati su di un più lungo range di somministrazione se non nelle osservazioni di vita reale, come è stato fatto nel Regno Unito". Ma come Pfizer dico di attenersi agli studi" (triestecafe.it)

È stato, infatti, spieigato che la fiala contiene all’origine 0,45 ml di siero. Quindi, tolto il quantitativo di soluzione vaccinale ancora presente, circa 0,15 ml, è in realtà di circa 0,30 ml, corrispondente al quantitativo impiegato per 4 dosi di vaccino Pfizer-Biontech, il dosaggio iniettato per errore alle 23enne. (BlogSicilia.it)

Pfizer sconfessa il CTS: «Il richiamo va fatto dopo 21 giorni» - PRIMAPRESS.IT

Si è trattato di un calo di attenzione, di quelli che possono succedere a ogni essere umano, anche se in certe situazioni non dovrebbe accadere”. A parlare è il dottor Tommaso Bellandi, direttore dell’unità Sicurezza del paziente, che ha ricondotto l’errore ad un calo cognitivo da parte dell’infermiera che ha effettuato la vaccinazione. (L'Occhio)

Articolo di Siladitya Ray apparso su Forbes.com. BioNTech, che ha co-sviluppato il suo vaccino Covid-19 con Pfizer, ha detto che le sue dosi non richiedono alcun nuovo adattamento per proteggere dalle nuove varianti emergenti del coronavirus, facendo eco a due studi recentemente conclusi che dimostrano che il colpo di mRNA offriva una solida protezione contro le varianti più infettive emerse per prime nel Regno Unito e in Brasile. (Forbes Italia)

«Il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni. Potrebbe essere possibile una terza dose ma forse anche non necessaria, a meno che non intervengano eventuali varianti, in quel caso una dose 'buster' potrebbe essere utile». (PrimaPress)

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