Dati Pil, "Niente ripresa a V, ci vorrà un anno e mezzo per tornare ai livelli pre Covid"

Dati Pil, Niente ripresa a V, ci vorrà un anno e mezzo per tornare ai livelli pre Covid
L'HuffPost L'HuffPost (Economia)

In questo modo arriveremo a dicembre con un calo del Pil dell’ordine del -9,5%”.

“Non ci sarà nessuna ripresa a V, anche se le attese per i prossimi tre mesi sono migliori”, spiega Berta.

A maggio e giugno, però, c’e’ già stato un recupero, con un tasso di crescita del 7% rispetto al mese precedente”.

Su altri media

Tra aprile e giugno persi oltre 50 miliardi di euro. Dalla tavole dell’Istat emerge che il valore del Pil nel secondo trimestre del 2020 risulta essersi ridotto di oltre 50 miliardi nel confronto con il precedente trimestre. (L'agone)

-. Belgio. Nel secondo trimestre il Belgio ha registrato un crollo del Pil pari al 12,2%, mentre su base annua la discesa è stata del 14,5%. Il Pil, nel II trimestre, è sceso del 12,4% su base congiunturale e del 17,3% in termini tendenziali. (AGI - Agenzia Italia)

Il dato sul Pil dell'Italia «non è peggiore di quanto fosse previsto», è anzi migliore di quello di altri Paesi europei. Secondo l'Istat, tra aprile e giugno il Pil è diminuito del 12,4% rispetto al trimestre precedente e del 17,3% rispetto allo stesso intervallo di tempo del 2019. (ilGiornale.it)

Questo significa che se il pil non variasse nel terzo e nel quarto trimestre, la caduta sarebbe di tale entità nell’intero anno. Il prodotto interno lordo dell’Italia è crollato del 12,4% nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell’anno e del 17,3% su base annua. (InvestireOggi.it)

Il Centro studi dell’associazione definisce i numeri dell'Istat «più negativi delle attese, con una variazione acquisita pari al -14,3% nel primo semestre. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta». (La Stampa)

Questo il commento del segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro, ai dati sul PIL diffusi oggi dall’Istat. “Bisogna intervenire sul fronte fiscale, abbattendo il più possibile il peso delle tasse sui redditi, sia su quello della burocrazia, cancellando qualsiasi ostacolo alle iniziative economiche. (QuiFinanza)

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