Recovery plan, qual è il prezzo che paga l’Europa se fallisce l’Italia?

Recovery plan, qual è il prezzo che paga l’Europa se fallisce l’Italia?
Il Sole 24 ORE INTERNO

Non vi sono procedure d'infrazione dietro l'angolo, almeno fino a quanto la disciplina di bilancio europea resterà congelata.

Il cambio di marcia rispetto agli anni dell'austerity e dei richiami al puntuale rispetto dei parametri europei è in ogni caso evidente.

L'Italia non è la Grecia, e dunque il rischio è da scongiurare con la massima determinazione.

Si può per questo immaginare che, mutatis mutandis, l'Italia torni a essere da qui ai prossimi anni una sorta di “sorvegliato speciale”?

Vi è in gioco molto di più: la credibilità del nostro Paese e il suo futuro

(Il Sole 24 ORE)

Se ne è parlato anche su altri media

Poi bisognerà scatenare le energie della pubblica amministrazione e dei privati L’intervento di Giovanna Ferrara, Presidente di Unimpresa. . I sì al governo per il Recovery Plan arrivati da Camera e Senato hanno diverse ambiguità. (Startmag Web magazine)

Tuttavia, Thomas Fazi, giornalista e scrittore, ha recentemente affermato che Draghi è in realtà “l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno” e che è sulla buona strada per diventare “Macron 2.0”. Per sostenere l’economia del blocco, l’Unione Europea ha annunciato un fondo di recupero da 750 miliardi di euro (678 miliardi di sterline) (Conca Ternana Oggi)

/ WebTv Camera (Corriere della Sera)

IL PNRR C’È, ORA VA REALIZZATO. E PER FARLO C’È BISOGNO DI UN GRANDE PATTO SOCIALE. DRAGHI PARLI AGLI ITALIANI

Novità pensioni 2021: necessaria riforma pensionistica. Nonostante INPS abbia ottenuto, nel 2020, 1.8 milioni in più, l’eredità di Quota 100 continuerà a gravare sui conti pubblici fino al 2035. Il Governo Draghi, oltre ad affrontare i problemi dovuti alla pandemia di coronavirus, dovrà far fronte alla fine di Quota 100. (Citizen Post)

Da Bruxelles arriveranno 191, 5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, 15, 5 miliardi del Fondo sviluppo e coesione e 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche. (La Nuova Ferrara)

La Commissione europea ha già detto di sapere che l’Italia è storicamente refrattaria alle riforme, e Draghi non ha potuto fare altro che garantire personalmente. Oppure ridursi fino ad una ben più miserevole crescita addizionale dell’1,9%, sostanzialmente in linea con quella minima dell’1,5% pronosticata per la Ue, in uno scenario a “basso impatto”. (politicamentecorretto.com)

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