Luxuria a Pio e Amedeo: “Vero che le parole vanno contestualizzate, ma di fronte all’omofobia…

Luxuria a Pio e Amedeo: “Vero che le parole vanno contestualizzate, ma di fronte all’omofobia…
Il Fatto Quotidiano CULTURA E SPETTACOLO

Purtroppo certe parole, accompagnate da un’azione violenta, non riescono ad essere frenate dal ‘ridiamoci sopra’ perché non basta“.

“Voglio commentare anche io l’ultima puntata di Pio e Amedeo e il pezzo sul ‘politically correct’.

“Se vi chiamano così per ferirvi, ridetegli in faccia”, prosegue, sottolineando poi, a detta del comico, che “nel 2021 a che serve più il gay pride?”.

“Voi avete mostrato una foto di un gay pride in cui eravamo insieme a Foggia – dice – ma bisogna chiedersi perché esiste il gay pride e non l’etero pride

Risposta pronta anche sul gay pride. (Il Fatto Quotidiano)

La notizia riportata su altre testate

Voi dite che non c’è bisogno del Pride, perché Amedeo non va in giro con un cartello con scritto ‘W la fi**’. E forse i due non sanno che Toni Brandi ha pubblicamente elogiato chi va giro con un cartello con scritto ‘W la fi**’ (Gayburg)

Il bullismo a scuola. «Quando mi bullizzavano a scuola – prosegue Luxuria – quando mi facevano perdere la voglia di andarci, non ce la facevo affatto a ridere, soprattutto quando venivo picchiata. «A volte riderci su non basta». (Open)

Sapete, Pio e Amedeo, a 24 anni io ho sorriso a chi mi ha urlato “Frocio di merda” durante una fiera, mentre ero con i miei amici. Se dici “i neri devono stare a casa loro” è peggio di “neg*o, ti vengo a prendere e ci mangiamo una cosa insieme”. (Il Riformista)

Il politically correct di Pio e Amedeo divide. L'amica Luxuria: "Ironia e satira sì, ma in certi contesti non basta farsi una risata"

Così come quando mi bullizzavano a scuola, all’epoca non ce la facevo a ridere Vladimir Luxuria contro Pio e Amedeo. (SoloDonna)

Oltre a lei anche Aurora Ramazzotti, si era espressa con forza pubblicamente, criticando senza mezzi termini le parole dei due: Perciò Pio e Amedeo sono liberi di prendere se stessi in giro per il ca**o minuscolo che si ritrovano. (Tv Fanpage)

"E' vero anche che le parole devono essere contestualizzate: una parola è offensiva quando si vuole offendere. Quindi - conclude - ironia sì, diritto alla satira sì, ma attenzione: in contesti di omofobia non basta farsi una risata" | IL VIDEO (FoggiaToday)

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