Incubo aviaria in Polesine, ora si teme l'espansione

Incubo aviaria in Polesine, ora si teme l'espansione
La voce di Rovigo SALUTE

Probabile che, alla base del contagio, ci sia l’ingresso accidentale, nel sito, di uccelli migratori.

“La situazione è molto delicata”, si limita a dire prima di rimbalzare la questione al servizio veterinario dell’Ulss.

Ora, però, bisognerà capire come il virus sia riuscito a penetrare all’interno dell’allevamento.

Ma dei tacchini che facevano parte dei tre pool in cui è stato riscontrato il virus, non se n’è salvato neanche uno

Da parte di Fabio Branco, titolare dell’allevamento, poca voglia di parlare e nessun commento in proposito. (La voce di Rovigo)

Ne parlano anche altre testate

Per evitare nuove crisi serve quindi studiare a fondo questo virus e riscrivere la letteratura di riferimento Nella bassa padovana non c’è più un pollo o tacchino, solo qualche ovaiola…». (Nordest Economia)

“Sono oltre 250 dei 308 censiti in tutta Italia, per quella che è stata definita l’epidemia aviaria più forte di sempre in Europa. “Anche le doppiette diano il proprio contributo per fronteggiare l’emergenza aviaria da H5N1 e H5: dobbiamo ridurre i rischi sanitari e il danno economico. (RovigoInDiretta.it)

Lo stabilimento situato a Santa Maria di Zevio (dopo gli stabilimenti di San Martino Buon Albergo e Nogarole Rocca) ha deciso di ricorrere a questa misura fino al 31 marzo. I sindacati hanno chiesto un tavolo in Regione per adottare un ammortizzatore sociale per i lavoratori a tempo determinato (Verona News)

Epidemie e allevamenti intensivi: l'aviaria torna a diffondersi in Italia

I dirigenti regionali della sanità hanno espresso la volontà di svuotare completamente, entro il 15 gennaio, gli allevamenti di broiler e tacchini presenti nelle aree colpite» In questi giorni sono state avviate le procedure per il riconoscimento dei danni diretti e indiretti subiti dagli allevatori. (Confagricoltura Padova)

Il fenomeno si è poi propagato velocemente in provincia colpendo numerosi allevamenti. Aia in cassa integrazione. A causa dell’influenza aviaria l’azienda Aia, capofila dell’industria alimentare avicola, ha deciso di ricorrere alla cassa integrazione (Prima Verona)

Perché gli allevamenti intensivi sono un ambiente ideale per i virus? Quando numerosi individui geneticamente molto simili sono costretti a vivere a stretto contatto tra loro si crea una condizione ideale per la diffusione delle epidemie, ed è proprio la situazione che troviamo negli allevamenti intensivi di tutto il mondo. (Greenpeace)

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