Aviaria in Veneto, attesa una riunione con il Ministero per il riconoscimento dello stato di calamità

Aviaria in Veneto, attesa una riunione con il Ministero per il riconoscimento dello stato di calamità
Nordest Economia SALUTE

Per evitare nuove crisi serve quindi studiare a fondo questo virus e riscrivere la letteratura di riferimento

Nella bassa padovana non c’è più un pollo o tacchino, solo qualche ovaiola…».

Così il settore veneto ha aumentato la propria produzione a peso morto di circa 100mila quintali (+18%).

Tra Verona, Vicenza, Padova e Rovigo si parla di 250 focolai e danni stimati per non meno di mezzo miliardo di euro. (Nordest Economia)

La notizia riportata su altri giornali

A farne le spese ora sono le aziende e Aia ha deciso di ricorrere alla cassa integrazione. Il fenomeno si è poi propagato velocemente in provincia colpendo numerosi allevamenti. (Prima Verona)

L'industria alimentare Aia, specializzata nella lavorazione della carne avicola, ha dovuto far scattare la cassa integrazione negli stabilimenti di Nogarole Rocca, San Martino Buon Albergo e Zevio E come a Isola della Scala, anche negli altri territori veronesi si procede allo stesso modo, sperando di poter far ripartire al più presto gli allevamenti. (VeronaSera)

“Sono oltre 250 dei 308 censiti in tutta Italia, per quella che è stata definita l’epidemia aviaria più forte di sempre in Europa. “Anche le doppiette diano il proprio contributo per fronteggiare l’emergenza aviaria da H5N1 e H5: dobbiamo ridurre i rischi sanitari e il danno economico. (RovigoInDiretta.it)

Aviaria, gli allevamenti chiedono aiuto

Da parte di Fabio Branco, titolare dell’allevamento, poca voglia di parlare e nessun commento in proposito. Ma dei tacchini che facevano parte dei tre pool in cui è stato riscontrato il virus, non se n’è salvato neanche uno (La voce di Rovigo)

Perché gli allevamenti intensivi sono un ambiente ideale per i virus? Senza affrontare le cause delle epidemie assisteremo a un circolo vizioso che divora fondi pubblici. (Greenpeace)

A Brescia 214 mila capi abbattuti (445 mila complessivamente in Lombardia) In più riteniamo necessaria una moratoria dei mutui e, in ogni caso, linee di finanziamento agevolate per le imprese coinvolte”. (Brescia Oggi)

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