Allarme inflazione al 5% negli USA a maggio: nuova soglia di riferimento per le banche centrali?

Allarme inflazione al 5% negli USA a maggio: nuova soglia di riferimento per le banche centrali?
InvestireOggi.it ECONOMIA

Poco prima, aveva annunciato il mantenimento dei tassi d’interesse e degli stimoli monetari ai livelli precedenti.

Il dato “core”, cioè al netto delle componenti volatili come generi alimentari e prodotti energetici, è anch’esso salito.

Come già anticipato più volte, dovremmo iniziare a scontare banche centrali in modalità “vintage”

Sarebbe eccessiva la distanza tra le due sponde dell’Atlantico nel caso in cui la BCE iniziasse a ritirare gli stimoli per un allarme inflazione scattato 2-3 punti percentuali prima degli USA (InvestireOggi.it)

La notizia riportata su altri media

(Reuters) - L'Europa ha bisogno di nuove regole di bilancio in modo che la spesa pubblica possa mantenere un ruolo preponderante per gli anni a venire mentre la politica monetaria rimane limitata. Lo ha affermato il governatore della banca centrale olandese e membro del Consiglio della Banca centrale europea Klaas Knot. (Yahoo Finanza)

E quindi alla prossima riunione del Comitato di politica monetaria del 16 giugno non cambierà nulla. Al 5 giugno le domande sono state 376 mila, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro. (Corriere della Sera)

Perché oltre ai simbolici 3 punti della vittoria, Christine Lagarde ha dovuto digerire anche tre volti contrari a questo sviluppo inatteso del Pepp. Il comunicato finale, di fatto, è una fotocopia di quello del Consiglio di aprile, tranne per un paio di particolari. (Money.it)

Inflazione alle stelle mette la Fed alle strette, cambierà linguaggio a fine estate (analisti)

L’inflazione infatti nell’Eurozona dovrebbe «aumentare ulteriormente nella seconda parte dell’anno e poi rallentare», ha sostenuto Christine Lagarde. Fornito da Corriere della Sera La presidente della Bce Christine Lagarde. (Notizie - MSN Italia)

Alla fine della tanto attesa revisione del PEPP, la BCE ha confermato che manterrà un ritmo ‘significativamente’ più veloce di acquisti per il prossimo trimestre. L’economista teme d’altronde che l’inflazione Usa possa confermarsi superiore al 4% fino al primo trimestre del 2022, a fronte di un’inflazione core che è improbabile che scenda sotto il 3% fino al secondo trimestre dell’anno prossimo” (Finanzaonline.com)

L’inflazione sopra le aspettative a maggio mette in pericolo l’atteggiamento accomodante da parte della Federal Reserve. (Finanzaonline.com)

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