Il politically correct di Pio e Amedeo divide. L'amica Luxuria: "Ironia e satira sì, ma in certi contesti non basta farsi una risata"

Il politically correct di Pio e Amedeo divide. L'amica Luxuria: Ironia e satira sì, ma in certi contesti non basta farsi una risata
FoggiaToday CULTURA E SPETTACOLO

Farsi una risata purtroppo non sempre basta.

Il monologo sul politically correct di Pio e Amedeo, dell'ultima serata dello show 'Felicissima Sera' di Canale 5, ha diviso il pubblico.

Quindi - conclude - ironia sì, diritto alla satira sì, ma attenzione: in contesti di omofobia non basta farsi una risata" | IL VIDEO

"E' vero anche che le parole devono essere contestualizzate: una parola è offensiva quando si vuole offendere. (FoggiaToday)

Su altri media

«Chiediamo alla Agcom, autorità garante e anche a Piersilvio Berlusconi di intervenire al fine che non si ripetano show di questo tipo razzisti ed omotransfobici», ha rimarcato. Diversi volti noti hanno messo nel mirino il duo comico per aver sdoganato parole offensive, da “negro” a “ricchione”, e anche il Partito Gay è entrato a gamba tesa: «Lo show è stato omofobo». (Il Sussidiario.net)

E ancora, a proposito del Gay Pride: «Bisogna chiedersi perché esiste il Gay Pride e non l’Etero Pride. Pio e Amedeo contro il “politicamente corretto”. (Baritalia News)

Oltre a lei anche Aurora Ramazzotti, si era espressa con forza pubblicamente, criticando senza mezzi termini le parole dei due: Non si spegne la polemica per il monologo di Pio e Amedeo a Felicissima Sera. (Tv Fanpage)

Luxuria a Pio e Amedeo: “Vero che le parole vanno contestualizzate, ma di fronte all’omofobia…

Il monologo di Pio e Amedeo nell'ultima puntata di Felicissima sera continua a far discutere. La risposta di Vladimir Luxuria. Le parole di Pio e Amedeo hanno scatenato un dibattito acceso, suscitando in particolar modo l'intervento della comunità LGBT. (Tv Fanpage)

Il bullismo a scuola. «Quando mi bullizzavano a scuola – prosegue Luxuria – quando mi facevano perdere la voglia di andarci, non ce la facevo affatto a ridere, soprattutto quando venivo picchiata. «A volte riderci su non basta». (Open)

Purtroppo certe parole, accompagnate da un’azione violenta, non riescono ad essere frenate dal ‘ridiamoci sopra’ perché non basta“. “Se vi chiamano così per ferirvi, ridetegli in faccia”, prosegue, sottolineando poi, a detta del comico, che “nel 2021 a che serve più il gay pride?”. (Il Fatto Quotidiano)

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