Alzheimer, arriva il primo farmaco nuovo dopo 20 anni di ricerca

Alzheimer, arriva il primo farmaco nuovo dopo 20 anni di ricerca
The Italian Times SALUTE

I neurologi non hanno dubbi: il nuovo farmaco, appena approvato negli Usa dalla Food and Drug Administration, l’ente del farmaco americano, rappresenta una svolta storica.

Per la prima volta negli ultimi 20 anni, infatti, è stata autorizzata una nuova terapia, che in questo caso è a base di Aduhelm, un anticorpo monoclonale.

Ma perché il nuovo farmaco sia efficace, occorrerà poi rendere più accurate le diagnosi: oggi su 10 pazienti con decadimento mentale e neurodegenerativo, solo 5 o 6 hanno l’Alzheimer

Dopo il via libera dell’FDA, si dovrà attendere quello dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, e dell’Aifa, l’equivalente italiano. (The Italian Times)

Ne parlano anche altre fonti

Approvato da Fda il primo farmaco efficace contro il morbo di Alzheimer, aducanumab”. È stato infatti approvato in Usa dall’Fda il primo trattamento anti-Alzheimer dopo quasi 20 anni. (neXt Quotidiano)

L’Aduhelm sarebbe il primo farmaco a intervenire non solo sui sintomi ma in modo diretto sui meccanismi fisiologici dell’insorgere della malattia, ovvero la formazione di placche betamiloidi sul cervello. (Gazzetta di Modena)

Il nuovo farmaco è un anticorpo monoclonale, significa che agisce in modo mirato e dunque solo nei soggetti che hanno questa malattia» Gli esperti italiani parlano di svolta epocale perché per la prima volta agisce sulle cause. (Donna Moderna)

Alzheimer, storico via libera dell’Fda al farmaco aducanumab: aumentano le speranze di milioni di pazienti in tutto il mondo

L’Aduhelm sarebbe il primo farmaco a intervenire non solo sui sintomi ma in modo diretto sui meccanismi fisiologici dell’insorgere della malattia, ovvero la formazione di placche betamiloidi sul cervello. (La Nuova Ferrara)

In caso contrario la FDA potrebbe ritirare l’approvazione Tante strade sono state intraprese, negli ultimi vent’anni, per la lotta alla malattia Alzheimer. (SpyNews.it)

Si tratta del primo trattamento che interessa il decorso e non si limita ad aggredire i sintomi della demenza. La terapia consiste in una iniezione al mese per via endovenosa che nella terapia contro l’Alzheimer contribuirebbe a rallentare il declino cognitivo dei pazienti che si trovano allo stadio iniziale della malattia. (L'Osservatore d'Italia)

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