Contagio dopo il rifiuto del vaccino: risarcimento in dubbio

Contagio dopo il rifiuto del vaccino: risarcimento in dubbio
La Legge per Tutti INTERNO

L’Inail verso la negazione della copertura infortunistica a chi sceglie di non farsi iniettare il siero anti-Covid.

A rivolgere il quesito all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) è stato il direttore generale dell’ospedale genovese, Salvatore Giuffrida.

Chi si ammala di Coronavirus, contagiandosi in ufficio, può pretendere un risarcimento per infortunio sul lavoro se non si è voluto vaccinare?

Finora, sono 147mila i casi di contagio sul lavoro segnalati all’Inail, con 461 morti e la categoria del personale sanitario che risulta essere la più colpita. (La Legge per Tutti)

Ne parlano anche altri giornali

Un fattore di rischio contagio così alto, quello rilevato per queste categorie, da indurre il Governo a prevedere per esse una corsia prioritaria per l'accesso ai vaccini e l'Inail a stabilire fin da subito con una circolare una presunzione semplice di infortunio sul lavoro (Il Sole 24 ORE)

L’INAIL riconosce alle casalinghe assegni da 106,02 a 1.292,90 euro al mese in questi casi. L’INAIL riconosce alle casalinghe assegni da 106,02 a 1.292,90 euro al mese in questi casi che ci accingiamo ad analizzare più da vicino. (Proiezioni di Borsa)

Naturalmente le cose potrebbero cambiare se la legge dovesse disporre in futuro l'obbligo di vaccinazione: l'art. Il direttore sanitario della struttura, Salvatore Giuffrida, si è rivolto all'Inail chiedendo appunto se "devono essere considerati in malattia o dovranno essere considerati inidonei alla loro attività professionale". (la Repubblica)

Inail, verso il no al risarcimento per chi non si vaccina

Sicurezza sul lavoro: pubblicato il bando INAIL 2021 per gli enti che vogliono presentare progetti di formazione su salute e prevenzione in contesti lavorativi. Bando INAIL sicurezza sul lavoro: l’importo del finanziamento. (Informazione Fiscale)

Nel 2020 INAIL ha riconosciuto il contagio come infortunio sul lavoro e le denunce in merito sono arrivate in maniera copiosa dal personale sanitario, e anche dagli infermieri È stata infatti aperta un’istruttoria di richiesta di risarcimento che potrebbe risolversi a sfavore dei lavoratori e che creerebbe pertanto un precedente non da poco. (Money.it)

Nel 2020 è stato deciso che aver contratto l’infezione, per il personale sanitario, era da ritenersi un infortunio sul lavoro, ma non c’erano ancora i vaccini Quindi si deve valutare se la persona contagiata è da considerarsi in malattia o se si tratta di infortunio sul lavoro. (QuiFinanza)

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