Arrestato Andrea Leonetti, il re delle maxi truffe dei bonus, e il suo commercialista: erano fuggiti a Santo Domingo e in Colombia

Corriere INTERNO

Nuovi sequestri Era il 31 gennaio quando la truffa veniva smascherata dalle Fiamme Gialle

Il totale dei crediti sequestrati e di cui è stata impedita la vendita ammonta a circa 305 milioni di euro.

In particolare i bonus per le locazioni venivano “succhiati” illecitamente tramite società preesistenti ma che navigavano in acque poco tranquille mentre invece le nuove società venivano create ad hoc per intascare i soldi del bonus sisma e facciate. (Corriere)

La notizia riportata su altri media

Questa la truffa smascherata dalla Guardia di Finanza di Rimini lo scorso gennaio durante l'operazione Free Credit. 440 milioni di euro sottratti allo Stato con il commercio di falsi crediti di imposta riguardanti le misure intraprese dal governo per far fronte all'emergenza Covid: bonus facciate, sisma bonus e locazioni. (BarlettaLive)

Per lui le procedure di estradizione sono state più rapide: è stato espulso dalla Repubblica Dominicana e messo su un aereo per l’Italia Amoruso è finito in manette all’aeroporto di Medellin: è in carcere a Bogotà in attesa dell’estradizione. (il Resto del Carlino)

Sono il capo del ramo pugliese dell'organizzazione, l'imprenditore di Barletta Andrea Leonetti, e il commercialista Roberto Amoruso, la mente tecnica del sodalizio criminale sventato con l'operazione "Free credit" dalla guardia di Finanza di Rimini in gennaio. (La Repubblica)

Solo due indagati erano riusciti a sfuggire: Andrea Leonetti che, allo stato delle indagini, è ritenuto il capo del ramo pugliese dell’organizzazione e ribattezzato dagli inquirenti i ‘Re dei bonus’ e un commercialista, Roberto Amoruso, considerato la mente tecnica della vicenda. (Corriere della Calabria)

Il sistema di frode. (BarlettaViva)

Al momento del fermo il “Re dei Bonus”, originario della Puglia, che aveva lasciato poco prima che scattassero le ordinanze cautelari, è stato trovato in possesso di numerosi telefoni cellulari, varie schede telefoniche di diversa nazionalità e oltre dieci carte di credito e denaro contante tra euro, dollari, pesos colombiani e dominicani per circa 6 mila euro. (L'Unione Sarda.it)

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