Epidemie e allevamenti intensivi: l'aviaria torna a diffondersi in Italia

Epidemie e allevamenti intensivi: l'aviaria torna a diffondersi in Italia
Greenpeace SALUTE

Perché gli allevamenti intensivi sono un ambiente ideale per i virus?

L’Italia è il primo Paese europeo per numero di volatili domestici infetti, secondo solo alla Germania se si considerano anche le specie selvatiche.

Senza affrontare le cause delle epidemie assisteremo a un circolo vizioso che divora fondi pubblici.

Quando numerosi individui geneticamente molto simili sono costretti a vivere a stretto contatto tra loro si crea una condizione ideale per la diffusione delle epidemie, ed è proprio la situazione che troviamo negli allevamenti intensivi di tutto il mondo. (Greenpeace)

Su altre fonti

Appello accolto dall’assessore regionale all’agricoltura, Fabio Rolfi, che nell'incontro ha confermato l’impegno a verificare l’attivazione di questi strumenti “Serve dunque mettere in campo tutti gli interventi necessari - è quanto chiede Confagricoltura Brescia -, a partire da possibili forme di anticipazione di questi indennizzi. (Prima Brescia)

I focolai mantovani ancora attivi sono 14, mentre in 11 allevamenti sono stati estinti. In provincia di Brescia, invece, si segnalano altri tre nuovi casi, per un totale di venti allevamenti colpiti da inizio epidemia: in sette casi i focolai sono ancora attivi (OglioPoNews)

Influenza aviaria: Aia ricorre alla cassa integrazione. A causa dell’influenza aviaria anche un colosso come Aia ha deciso di ricorrere alla cassa integrazione. Ci auguriamo che non ci siano altri focolai, in modo da poter ripartire anche noi con la produzione”. (Prima Milano Ovest)

Aviaria, focolai negli allevamenti. È allarme

Si tratta di un primo segno di ripartenza, invocato dagli stessi allevatori per riprendere gradualmente l’attività dopo mesi di paralisi. Si tratta di un’area che comprende una quarantina di Comuni padovani, mentre vengono confermare le restrizioni per la zona di Este e Montagnana. (Il Mattino di Padova)

Ad oggi sono 41 gli episodi registrati in provincia: danni per decine di milioni. Un controllo in un allevamento. ESTE. Intanto le organizzazioni di categoria agricole chiedono alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità in modo da poter attivare le forme di aiuto per il settore (Il Mattino di Padova)

Nelle aree di rischio medio, ma a densità media e alta, per dare il via all’accasamento serve il parere favorevole della Regione Uno in un allevamento di tacchini e uno in una struttura per polli da carne. (il Resto del Carlino)

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