Trattativa Stato-mafia, la Procura generale chiede la conferma delle condanne

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Era stato l'unico a scegliere il rito abbreviato, che è durato comunque anni.

All'udienza di oggi ha partecipato per la prima volta da uomo libero proprio Brusca, collegato da un "sito riservato"

Il pentito Giovanni Brusca ha partecipato all'udienza per la prima volta da uomo libero. Al termine di una lunga requisitoria, la Procura generale ha chiesto la conferma delle condanne emesse in primo grado nell'ambito del processo d'appello sulla presunta trattativa tra pezzi deviati dello Stato e Cosa nostra. (PalermoToday)

Se ne è parlato anche su altre testate

Vennero dichiarate prescritte invece le accuse per l’ex boss Giovanni Brusca, mentre l’ex figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Massimo Ciancimino ebbe 8 anni per calunnia, accusa dichiarata prescritta in appello. (lasiciliaweb | Notizie di Sicilia)

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Giovanni Brusca alla tv francese: ''Chiedo perdono ai familiari delle vittime, ho provocato dolore''. Il collaboratore, assistito dall'avvocato Salvatore Fiormonti, è videocollegato da un sito riservato. (La Repubblica)

Per i Pm della trattativa Stato-mafia solo Brusca e Ciancimino sono credibili

A fronte di tutte queste decisioni apparentemente illogiche quindi è ipotizzabile che anche Salvatore Riina dipendeva da qualcuno e che tutte le sue mosse erano fatte in concerto con i voleri o i desideri di altre entità esterne. (Antimafia Duemila)

E ciò induce ulteriore violenza", motivando l'accusa, per gli imputati, di minaccia e violenza a Corpo politico dello Stato. "Nel frattempo nasce Forza Italia", dice la procura generale,che descrive il presunto ruolo nella vicenda dell'ex senatore Marcello Dell'Utri che avrebbe "curato la tessitura dei rapporti tra Cosa nostra e 'ndrangheta e il potere politico. (Rai News)

Non desistono, i procuratori generali palermitani del processo “trattativa” tra lo Stato e la mafia, neppure dopo l’assoluzione definitiva di Calogero Mannino, quello che fu il punto di partenza e che in quest’aula non c’è. (Il Riformista)

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