Razzismo e Superlega, Lukaku alza la voce: "Mai una vera azione social"

Razzismo e Superlega, Lukaku alza la voce: Mai una vera azione social
Fantacalcio ® SPORT

Lukaku sul confronto fra Superlega e razzismo. "Quando si è cominciato a parlare di Superlega, le persone si sono premurate a criticarla sui social media, la gente e i tifosi sono scesi in strada.

Personalmente sono d'accordo con questa presa di posizione, ma non capisco come mai non si mette la stessa energia anche quando si tratta di razzismo, oggi nel calcio al massimo storico anche a causa dei social media. (Fantacalcio ®)

Se ne è parlato anche su altri media

In Italia, quando è successo a me direttamente, si è fatto qualcosa perché la Serie A ha parlato con e la mia squadra». In una intervista alla CNN Romelu Lukaku è tornato a parlare dell’argomento razzismo. (Milan News 24)

Qualcosa è successo quando è capitato. "Per me non vedo davvero progressi. (ItaSportPress)

Le dichiarazioni dell’attaccante dell’Inter. L’attaccante dell’Inter, Romelu Lukaku, è tornato a parlare del razzismo nel calcio in un’intervista alla CNN. Vedo molte campagne e tutto il resto, ma fino a quando non viene intrapresa una vera azione non cambierà nulla. (Juventus News 24)

Meglio di Messi, CR7, Ibra e Neymar. L’Inter si gode il Lukaku più forte di sempre

Penso che il razzismo nel calcio in questo momento sia al massimo storico, anche a causa dei social media. L’attaccante belga Romelu Lukaku ha discusso aspramente sul tema razzismo ai microfoni della CNN. (IamNaples.it)

Quando è nata la Super League, le persone sono state veloci a scendere in strada e a battersi sui social network. Infine, parlando di Italia: "Sono stato accettato bene da tutti, sia dai tifosi nerazzurri che dagli altri in trasferta (Sport Mediaset)

Trascinata l'Inter allo scudetto che mancava da 11 anni, Romelu è in grande forma e vuole guidare il Belgio ad un grande Europeo. Un Lukaku così debordante infatti è una garanzia per la competitività dei campioni d'Italia anche nel prossimo campionato, malgrado la 'dieta dimagrante' imposta dal bilancio (La Gazzetta dello Sport)

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