Myanmar, proteste a Yangon nonostante il divieto dei militari

Myanmar, proteste a Yangon nonostante il divieto dei militari
Altri dettagli:
LaPresse ESTERI

Migliaia in strada nell'ex capitale contro il colpo di stato. Migliaia di manifestanti si sono riuniti nella più grande città del Myanmar, l’ex capitale Yangon, per protestare contro il regime militare nonostante questo abbia minacciato il possibile uso della forza per fermare le contestazioni

(LaPresse)

Se ne è parlato anche su altri media

La giunta militare ha risposto al movimento di disobbedienza civile dispiegando i soldati nelle strade, interrompendo la notte Internet e con varie leggi che limitano i diritti dei cittadini E’ morta Mya, la ventenne che era rimasta ferita da un colpo d'arma da fuoco alla testa durante le proteste contro il colpo di Stato, a Naipyidaw. (La Stampa)

Scontri in Birmania, Facebook chiude la pagina dell’esercito: «Ha violato le regole sulla violenza» (Di domenica 21 febbraio 2021) L’account gestito dall’esercito della Birmania è stato chiuso su decisione di Facebook: una scelta legata al colpo di stato e alla repressione della manifestazioni da parte dei militari che ieri, 20 febbraio, ha portato alla morte di due persone. (Zazoom Blog)

Tutto nasce con il colpo di stato del 1° febbraio con cui è stato ribaltato il governo nazionale. Facebook ha deciso di optare per la chiusura della pagina Facebook dell’esercito del Myanmar per quanto sta accadendo dal 1° febbraio. (Computer Magazine)

Myanmar: proteste e morti in tutto il Paese. Appello dei vescovi,

Da quel che si sa, è la prima vittima della repressione dei generali. Mya Thwe Thwe Khine, che era ricoverata in condizioni critiche in un ospedale della capitale, è morta nella mattinata ora locale, dopo che – con il permesso della sua famiglia - erano stato staccate le macchine che la tenevano in vita. (La Sentinella del Canavese)

«Confermiamo che la morte» della giovane «è avvenuta alle 11», ha riferito un medico dell’ospedale nel quale era ricoverata aggiungendo che il suo corpo è stato già portato all’istituto di medicina legale per l’autopsia. (Corriere del Ticino)

I vescovi concludono il loro appello unendosi alle parole di pace lanciate nei giorni scorsi dai monaci “Ma Ha Na”. “Le scene strazianti di giovani che muoiono per le strade feriscono la coscienza della nazione”, scrivono i vescovi. (difesapopolo.it)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr