Dopo il crollo del Pil gli economisti escludono una ripresa a V

Dopo il crollo del Pil gli economisti escludono una ripresa a V
AGI - Agenzia Italia AGI - Agenzia Italia (Economia)

"Sembra ormai evidente - riprende Berta - che non ci sarà nessuna ripresa a V, anche se le attese per i prossimi tre mesi sono migliori.

"Io penso che il dato del Pil vada letto in maniera disaggregata.

La notizia riportata su altre testate

Il primo trimestre (- 5,4%) e il secondo trimestre (- 12,4%) prefigurano, precisa l’Istituto di statistica, una tendenza inesorabile «di diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi». (Nicola Porro)

Il tutto in un Paese ancora in deflazione, dove l'indice dei prezzi al consumo a luglio segna una riduzione dello 0,3%. Si spera che anche questo aiuti a fare riamrtire i consumi - Fotogramma. COMMENTA E CONDIVIDI. (Avvenire)

Il prodotto interno lordo dell’Italia è crollato del 12,4% nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell’anno e del 17,3% su base annua. Questo significa che se il pil non variasse nel terzo e nel quarto trimestre, la caduta sarebbe di tale entità nell’intero anno. (InvestireOggi.it)

Nel secondo trimestre del 2020 l’economia italiana ha subito, complice il lockdown, una contrazione del 12,4% rispetto al primo trimestre, contro la previsione di un calo del 15%. “Il crollo – continua l’Istat – si colloca all’interno di un contesto internazionale dove le principali economie registrano riduzioni di analoga portata”. (Il Sussidiario.net)

Soltanto ieri, ad esempio, glihanno pubblicato un crollo record del 32,9% del Pil nel secondo trimestre. I mesi primaverili hanno rappresentato il punto di minimo del ciclo, che vedrà un rimbalzo (ma solo parziale) nel trimestre estivo". (la Repubblica)

Il problema maggiore che determina tale contrazione, secondo l’Istat, va riferito alla domanda per la quale vi è un contributo negativo sia a livello nazionale che estero con uno scarto del -14,4%. Gli effetti economici dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate hanno pesato non poco su questo dato. (il Fatto Nisseno)

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