Naufragio di migranti davanti alle coste libiche: 11 morti, 12 persone salvate e riportate indietro

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Ne ha dato notizia l’Oim, l’Organizzazione per le migrazioni delle Nazioni unite: «La continua perdita di vite umane - twitta Oim Libia - richiama l’urgenza di un cambio di approccio per la situazione in Libia e nel Mediterraneo centrale». (La Stampa)

Ne parlano anche altri media

Durissimo l’attacco dell’Ong Sea Watch, in quel caso, nei confronti dell’Unione Europea, degli Stati e dell’agenzia Frontez. Nuova tragedia nelle acque del Mar Mediterraneo, a poco più di una settimana dalla strage che ha visto morire oltre 100 morti. (Il Riformista)

Fra quei 700 ci sono «anche bambini molto piccoli e persone che hanno bisogno di assistenza», ribadisce Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, «la Libia non è un porto sicuro» Al Arabiya cita Ahmed Makhlouf, capo del dipartimento immigrazione della Mezzaluna rossa libica, il quale ha detto che sono stati recuperati circa cinquanta cadaveri. (Giornale di Sicilia)

(LaPresse) – Cinquanta persone, di cui alcune di nazionalità egiziana, sarebbero morte nel naufragio di un’imbarcazione di migranti al largo delle coste della Libia. Roma, 3 mag. (LaPresse)

Migranti, 11 annegati davanti alla Libia. Altri 97 soccorsi in difficoltà

Il naufragio è avvenuto davanti alla costa della città libica di al Zawiya. (Corriere del Ticino)

inquanta migranti, fra cui alcuni egiziani, sono morti al largo della Libia in seguito al naufragio dell'imbarcazione su cui viaggiavano. Completate le operazioni, nella struttura di accoglienza dell'Isola resteranno in 37 a fronte delle 723 persone arrivate nel fine settimana (La Repubblica)

Situazione tesa, l’Italia rifiuta ancora la responsabilità». Le ONG e gli attivisti sono gli unici a solidarizzare con le persone che si spostano in mare. (Corriere della Sera)

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