Chi ha fatto danni non faccia spallucce

ilGiornale.it ECONOMIA

Il Partito democratico potrà continuare a fischiettare, come se la vicenda non lo riguardasse, come se il Monte fosse una banca come le altre

Il Monte non è un fallimento del mercato, ma neppure solo dello Stato.

Ha guardato le carte e, con un ristretto numero di fedelissimi, ha fatto quella che in gergo si chiama due diligence: insomma, si è fatto i conti al centesimo.

Non esiste una storia di fallimento pubblico così targato e così poco denunciato. (ilGiornale.it)

Se ne è parlato anche su altri media

È per questo che, a partire da ieri (domenica 24 ottobre, ndr), interrompiamo ufficialmente il coinvolgimento di Unicredit in questa operazione»: lo afferma l'a.d. «Sfortunatamente, e nonostante gli sforzi che abbiamo profuso, siamo arrivati alla conclusione che le condizioni da cui dipendeva l'accordo non possono essere soddisfatte. (Italia Oggi)

In calo anche i titoli UniCredit, che cedono l’1,3% a 11,39 euro, dopo essere arrivati a perdere oltre il 3 per cento. Inoltre, sempre secondo indiscrezioni di stampa, non sarebbe stata trovata la quadra sui potenziali esuberi, stimati in circa 7 mila. (Il Cittadino on line)

Ma la questione è tutt'altro che chiusa e il percorso di risanamento e completa autosufficienza strategica del Monte (che deve essere l'obiettivo di tutti) va ancora definito e tracciato. Ho già detto e ripeto che quello con Unicredit non deve essere un accordo a tutti i costi. (oksiena.it)

Il governo italiano e Unicredit hanno annunciato domenica in una dichiarazione congiunta che i negoziati per l’acquisizione della seconda banca più grande del paese, Panga Monte de Pacchi de Ciana (BMPS), erano falliti. (GExperience)

Dopo tre mesi di trattative, il governo italiano e il management di UniCredit hanno annunciato domenica che la banca non avrebbe acquisito il Monte dei Paschi. Roma ha salvato la banca in difficoltà nel 2017 e oggi possiede una quota del 64% nella banca. (TGcomnews24)

Per il bond scadenza luglio 2029 la flessione e' nell'ordine del 13%, seppur con scambi rarefatti (600mila euro). I diversi bond subordinati registrano flessioni mediamente superiori al 10% con picchi che sfiorano il 15 per cento. (Il Sole 24 ORE)

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