Crollo del cimitero di Camogli, ipotesi esame del Dna sulle ossa. E arrivano gli psicologi della Protezione civile.

Crollo del cimitero di Camogli, ipotesi esame del Dna sulle ossa. E arrivano gli psicologi della Protezione civile.
Primocanale INTERNO

Camogli sono in arrivo gli psicologi della Protezione civile per dare conforto e sostegno alle famiglie che hanno perso le bare in mare, per il crollo del cimitero avvenuto ieri pomeriggio.

Molte bare si immagina siano rimaste sotto le macerie nella zona di mare interdetta per possibili nuovi crolli

Questa mattina molte le persone che si sono riversate fuori dal palazzo del Comune di Camogli e hanno insultato il sindaco accusandolo di non aver previsto il crollo. (Primocanale)

Ne parlano anche altre testate

Si parla di almeno duecento bare finite tra le onde e solo una decina almeno recuperate. I dipendenti comunali stanno incrociando le concessioni dei loculi con i numeri di riferimento per provare a dare una risposta ai familiari. (Fanpage.it)

Al momento risultano circa duecento le bare trascinate via da una frana e in parte finite in mare "Nella parte alta - ha spiegato Giampedrone - sono stati evidenziati dei volumi in equilibrio precario su cui insistono alcune cappelle del cimitero e alcuni loculi. (IL GIORNO)

E così anche quelle bare che abbiamo visto galleggiare alla deriva, lasciano un vuoto nel cuore di chiunque conosca il rispetto per chi non c’è più Anche quelle aiutano a maturare il rispetto di una memoria incapace di sciogliersi nel mare blu di Liguria. (Quotidiano.net)

Crollo cimitero di Camogli, Toti firma la richiesta di “stato di mobilitazione”

I sommozzatori sono impegnati nella ricerca delle centinaia di bare, in quanto l’intervento di recupero non è semplice a causa dell’instabilità del costone a strapiombo sul mare. Una parte del cimitero di Camogli è franata nel pomeriggio di lunedì 22 febbraio, finendo a picco sul mare sottostante. (Meteo Giornale)

Insieme all’Amministrazione stiamo mettendo in campo tutte le risorse e le energie necessarie per fronteggiare al meglio l’eccezionalità del momento «Penso che non fosse scontato attivare in meno di 24 ore organismi così importanti dello Stato e del Dipartimento nazionale di Protezione civile in supporto dell’amministrazione comunale come siamo intervenuti noi con la nostra Protezione civile regionale. (GenovaToday)

Si tratta di una procedura legata a un’emergenza locale ma di dimensioni sovraregionali per le forze da mettere in campo. Il riconoscimento dello ‘stato di mobilitazione’ costituisce l’ultimo passo per avviare la fase operativa degli interventi. (Genova24.it)

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