Erdogan avverte Assad: «Colpiremo ovunque». Nuovo appello di Francesco

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Avvenire Avvenire (Esteri)

Ieri il ministero della Difesa di Ankara aveva dichiarato che le sue forze armate avevano "neutralizzato" - ucciso o ferito - a Idlib 51 soldati del regime siriano di Bashar al Assad.

L'offensiva non sta risparmiando la popolazione civile, con più di 600 mila profughi in fuga verso il confine turco.

La notizia riportata su altre testate

"Siamo decisi a respingere il regime al di fuori dei limiti stabiliti nel memorandum di Sochi prima della fine di febbraio. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando al gruppo parlamentare del suo Akp, il partito a cui appartiene ad Ankara (Euronews Italiano)

Nelle stesse ore il ministero degli Esteri russo ha invitato la Turchia ad astenersi dal rilasciare dichiarazioni provocatorie sugli eventi in Siria. La Siria riconosce il 'genocidio' armeno. . Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha quindi comunicato che stanno inviando truppe aggiuntive ad Idlib per difendere il cessate il fuoco e renderlo permanente. (Vatican News)

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"Per sostenere il cessate il fuoco ad Idlib, abbiamo inviato rinforzi, controlleremo il territorio. Come risposta, come riferito dal dicastero militare di Ankara, le forze armate turche hanno colpito 115 bersagli delle forze governative siriane, eliminando 101 militari siriani. (Sputnik Italia)

Come ha sottolineato l'addetto stampa, le minacce sui social network contro l’ambasciatore sono solo accessi di rabbia ed è improbabile che le parole siano seguite da azioni. L'ambasciatore russo in Turchia, Alexey Yerkhov, ha dichiarato di aver ricevuto minacce a causa dell'aggravarsi della situazione a Idlib (Sputnik Italia)

Al confine tra Siria e Turchia operano gruppi diversi: forze siriane governative, forze curdo-siriane, forze russe e statunitensi. È questo un incidente che si inserisce nel quadro delle frizioni militari esistenti in un territorio dall'alto valore strategico, e con una fitta presenza di eserciti e forze militari tra loro rivali. (La Repubblica)

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